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Lo strano caso di Luciano V: come il sito dell’INPS sta saltando per il bonus 600 euro alle Partite IVA

Molti segnalano che sulla loro bacheca si alternano nomi di sconosciuti a seconda delle pagine dove si clicca, con tanto di dati come il codice fiscale.

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Da stamattina il sito dell’INPS deve ricevere le richieste per il bonus 600 euro per le partite IVA e anche il bonus baby sitter e il congedo parentale. Una situazione che sta portando la risorsa online dell’ente guidato da Pasquale Tridico in tilt. Non solo perché, com’era immaginabile, il sito non è raggiungibile per molti a causa dei tanti accessi, ma anche perché succedono strani fenomeni che potrebbero mettere nei guai i responsabili.

Lo strano caso di Luciano V: come il sito dell’INPS sta saltando per il bonus 600 euro alle Partite IVA

In particolare molti segnalano che sulla loro bacheca si alternano nomi di sconosciuti a seconda delle pagine dove si clicca, con tanto di dati come il codice fiscale in quello che in gergo non tanto tecnico viene di solito definito come uno sputtanamento del database. Non solo: l’operazione a questo punto si blocca e la domanda di richiesta del bonus non riesce più a procedere.

 

C’è chi fa notare che basta fare il login per trovarsi a vedere i dati di altre persone e suggerisce che si possa fare uno scambio di richieste con quelli che vedono i suoi. Secondo alcuni dopo il login sbagliato c’è la possibilità di vedere anche la posizione fiscale altrui.

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Ma la star del momento è un certo Luciano V: è questo il nome e cognome più gettonato tra quelli che escono random dal database del sito INPS che sembra ormai essere sul punto di collassare.

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“In questo momento l’Inps sta compiendo la più grande violazione dei dati personali mai avvenuta in Italia. Se compili la domanda vengono fuori i dati di altre persone. Tutto, nome, cognome, indirizzo. Ci sarà la più grande class action d’Italia contro l’Inps. Garantito”, fa sapere Cathy La Torre, avvocato e attivista per i diritti Lgbt. E intanto cominciano anche a fioccare le reazioni politiche:  “Prima c’hanno riprovato col clickday mascherato, comunicando che le domande per il contributo – comunque insufficiente – di 600 euro ai lavoratori autonomi sarebbe stato comunque assegnato in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande: il contrario di quanto assicurato dal Governo”, scrive su Facebook Luciano Nobili, deputato di Italia Viva. “Poi – continua Nobili – dopo le nostre proteste, l’Inps in serata si smentisce e corregge. Ma la frittata è ormai fatta e il sito è in tilt da ore, anche a causa del prevedibile alto flusso di domande, vista l’incivile corsa al contributo provocata. ‪E stamattina il presidente Tridico invece di scusarsi, sfotte autonomi e partite Iva dichiarando che ‘non c’è fretta’. Davvero un capolavoro di confusione e un record di faccia tosta che gli italiani non meritano”, conclude Nobili. “Migliaia di voi ci stanno segnalando che il sito INPS è in tilt, che molti mutui stanno andando all’incasso, che per molti lavoratori autonomi non c’e’ nessun aiuto, che i commercialisti stanno impazzendo, che sulla Cassa Integrazione non ci sono certezze su modi e tempi. Avete ragione, l’ho appena fatto presente al governo ora in riunione a Palazzo Chigi, speriamo si muovano o finisce male”, scrive invece su Facebook Matteo Salvini. “Sto ricevendo centinaia di segnalazioni da cittadini per #INPSdown, mi aspetto meno interviste e dichiarazioni dal Presidente Tridico e maggiori fatti e concretezza”, twitta invece Antonio Zennaro (M5S), deputato e membro della Commissione Finanze di Montecitorio. Anche l’associazione Codici minaccia azioni legali: “In un primo momento – afferma l’avvocato Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici – il sito è risultato irraggiungibile, probabilmente a causa dell’alto numero di accessi. Successivamente è tornato online, distruggendo però la privacy di tantissimi utenti. Chi visita la sezione My Inps, accede infatti al profilo di altri cittadini, sconosciuti, con cui non ha nessun legame. Parliamo di dati sensibili, come quelli anagrafici o di contatto. È un fatto gravissimo ed è assurdo che un Istituto così importante come l’Inps non abbia i mezzi per gestire un afflusso massiccio delle domande. Cosa si aspettavano, qualche decina di accessi? Stiamo monitorando la situazione ed abbiamo attivato il nostro Ufficio Legale per avviare un’azione collettiva per tutelare gli utenti danneggiati”. E nel frattempo nasce anche la pagina “Luciano V – Eroe italiano”.

Mentre su Facebook c’è anche chi racconta di aver chiamato il signor V per avvertirlo: “Gli telefono, mi risponde un uomo gentile, che mi ringrazia e mi dice che lo hanno già chiamato una decina di altri utenti per avvisarlo. Ci voleva tanto ad aprire una finestra temporale per non sovraccaricare il sito? E poi assegnare l’indennità in base al reddito e non a chi prima arriva? Siamo Zio Paperone nel Klondike al tempo della corsa dell’oro? Ma non è Paperopoli, è la Repubblica Italiana. E alla fine di questa emergenza, in questa Repubblica qualche testa deve saltare. A cominciare dal presidente dell’INPS e dai responsabili dei servizi online”.

L’INPS e il bonus 600 euro per le Partite IVA da oggi (senza ordine cronologico)

Come abbiamo raccontato stamattina, da oggi si parte con le domande per richiedere l’indennità da 600 euro sul sito INPS. Partite IVA, autonomi, professionisti, dotatisi di PIN semplificato nel caso non abbiano già altri strumenti di identificazione, potranno presentare la richiesta. Ma già ieri è nato uno psicodramma: l’ente guidato dal grillino Pasquale Tridico ha pubblicato una circolare in cui confermava l’ordine cronologico per il soddisfacimento della domanda, confermando così il click day che aveva già affermato e poi negato. Cosa vuol dire ordine cronologico? Vuol dire che le richieste verranno vagliate in base all’ordine in cui sono state presentate e fino a esaurimento fondi. Questo scriveva l’INPS:

«In ragione di quanto sopra, l’Inps riconosce l’indennità in base all’ordine cronologico di presentazione delle domande». Il “quanto sopra” si riferisce ai limiti di spesa imposti dal decreto 18/2020, il Cura Italia: 3 miliardi per 5 milioni di lavoratori. Il decreto assegna all’Inps un compito di monitoraggio: raccogliere le domande e contarle. E di assegnazione degli stanziamenti. Il decreto è molto chiaro su questo punto. Oltre a stabilire un tetto di spesa per ciascuna categoria di autonomi – partite Iva e co.co.co, commercianti e artigiani, stagionali del turismo e delle terme, agricoli, addetti dello spettacolo – fissa anche un principio: «Qualora dal predetto monitoraggio (quello che deve fare Inps, ndr) emerga il verificarsi di scostamenti, anche in via prospettica, rispetto al predetto limite di spesa, non sono adottati altri provvedimenti concessori». Frase ripetuta identica agli articoli 28, 29 e 30.

inps bonus 600 euro 1Poi, non appena sono partite le proteste, l’INPS ha cancellato la pagina in cui si trovava la circolare interpretativa e subito dopo con tutta la sensibilità istituzionale che gli è propria il presidente dell’INPS ha negato tutto, anche l’evidenza, come i mariti beccati in flagranza d’adulterio dalle mogli: “Non ci sarà alcun ordine cronologico e le domande potranno essere inviate anche nei giorni successivi al primo aprile – dice – collegandosi al sito e cliccando sul banner dedicato”. Scatenando le proteste:

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E, insieme, alcuni tentativi di negazione dell’evidenza, come quello di Barbara Lezzi che accusa Teresa Bellanova di dire il falso:

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Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, già nell’intervista a “Repubblica”, aveva avvertito che l’Inps avrebbe fatto monitoraggio. E che sarebbe spettato al governo decidere poi quanti soldi aggiungere di fronte a un boom di domande. Così pure la circolare numero 49 del 30 marzo: «L’Inps provvede al monitoraggio e garantisce il rispetto del limite di spesa». Nel limite di spesa. Cortocircuito informativo?

EDIT ORE 13,39:  “Abbiamo ricevuto nei giorni scorsi, e anche stamattina, violenti attacchi hacker”. E’ quanto afferma il presidente dell’Inps Pasquale Tridico spiegando le difficoltà incontrate oggi dal sito Inps. “Questa mattina si sono sommati ai molti accessi, che hanno raggiunto le 300 domande al secondo, e il sito non ha retto. Per questo abbiamo ora sospeso il sito”. Tridico spiega all’ANSA che dopo gli attentati degli hacker “ovviamente nei giorni scorsi abbiamo informato le autorità di sicurezza nazionale, polizia e ministri vigilanti”.

EDIT ORE 14: “Questo data breach è un fatto gravissimo, siamo molto preoccupati”, dice il Garante per la Privacy Antonello Soro, parlando dell’hackeraggio del sistema dell’Inps, il cui sito è andato in tilt nel giorno del boom di richieste di indennità per i lavoratori autonomi colpiti dall’emergenza coronavirus. “Abbiamo immediatamente preso contatto con l’Inps – aggiunge Soro – e avvieremo i primi accertamenti per verificare se possa essersi trattato di un problema legato alla progettazione del sistema o se si tratti invece di una problematica di portata più ampia. Intanto è assolutamente urgente che l’Inps chiuda la falla e metta in sicurezza i dati”.

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