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Il figlio dell’infermiera di Prato è del 14enne: il DNA conferma

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Il test del DNA ha confermato che il neonato dell’infermiera 35enne di Prato è figlio del bambino di 14 anni a cui faceva ripetizioni. L’esito degli accertamenti è stato contestato alla donna – che di professione fa l’infermiera, ma all’adolescente dava lezioni private di inglese – durante l’interrogatorio, che si è tenuto ieri di fronte ai pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli, e al capo della Squadra mobile di Prato, Gianluca Aurilia. La trentacinquenne è accusata di atti sessuali con minore. E le indagini ora si estendono anche al marito, che rischia la contestazione di falso in atto pubblico.

Il DNA conferma: il figlio dell’infermiera è del 14enne

La donna ieri è stata ascoltata in questura a Prato e ha ammesso di aver avuto rapporti sessuali con il bambino:  «I rapporti sono iniziati quando aveva già compiuto il quattordicesimo anno d’età, non aveva tredici anni», avrebbe detto l’indagata agli inquirenti. Per i pm potrebbe trattarsi di una strategia per evitare la contestazione di aggravanti specifiche. Adesso gli inquirenti cercano video e foto sui supporti informatici a disposizione della donna.

La donna aveva conosciuto la madre dell’adolescente in palestra. Erano diventate amiche e lei si era offerta di dare ripetizioni di inglese al ragazzino. Le lezioni erano iniziate nel 2017 e sarebbero proseguite fino a poche settimane fa. Nella denuncia, i genitori raccontano che il figlio, sotto choc, avrebbe raccontato di quella relazione. A sconvolgerlo, uno degli ultimi messaggi della donna, che gli avrebbe detto che il bambino che aveva partorito in autunno era suo.

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