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Come un deviatoio potrebbe aver causato il deragliamento del Frecciarossa 9595 a Lodi

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Uno scambio lasciato aperto per errore e un via libera alla circolazione comunicato alla centrale potrebbero aver causato il deragliamento del Frecciarossa 9595 a Casalpusterlengo in provincia di Lodi in cui hanno perso la vita due macchinisti di Trenitalia. L’ipotesi soltanto accennata dal procuratore di Lodi Domenico Chiaro ieri pomeriggio in conferenza stampa prende sempre più corpo in queste ore.

Come un deviatoio potrebbe aver causato il deragliamento del Frecciarossa 9595 a Lodi

Per gli investigatori a innescare lo «svio» dai binari è stato l’errato posizionamento del «deviatoio numero 05». Lo scambio, infatti, doveva essere in posizione «chiusa». In pratica rivolto in modo da consentire il passaggio del treno senza deviazioni lungo il suo itinerario. Anche perché si tratta di uno scambio che porta a un binario senza uscita, usato solo per consentire ai mezzi di manutenzione di entrare e uscire dalla linea. Il Corriere della Sera scrive che gli investigatori del Nucleo operativo incidenti ferroviari della Polfer lo hanno trovato «aperto», in una posizione attiva per deviare la corsa del convoglio verso sinistra e quindi in direzione del deposito dei mezzi di manutenzione. Una circostanza che non si sarebbe mai potuta verificare in condizioni normali, visto che la rete è protetta da un sistema di sensori e segnalamento indispensabile per avere il via libera al movimento dei treni superveloci.

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I deviatoi degli scambi: come funzionano (Corriere della Sera, 7 febbraio 2020)

Nella notte tra mercoledì e giovedì proprio su quello scambio posizionato al chilometro 166+771, sono stati effettuati lavori di manutenzione. Interventi che secondo Rete ferroviaria italiana sono stati di routine e di semplice «manutenzione ordinaria ciclica». Ma sui quali ora si concentra l’attenzione del procuratore di Lodi.

Il fonogramma della manutenzione: tutto ok

Il Fatto Quotidiano ha pubblicato ieri il fonogramma della manutenzione che dava l’ok. Per consentire il transito del treno senza problemi doveva essere chiuso, invece era aperto e ne ha deviato la corsa sul binario secondario dove era in sosta il carrello giallo usato dal personale di Rfi, l’ente che gestisce tutta l’infrastruttura. Gli operai, al momento dell’impatto, erano ancora nei paraggi. Ed è assai probabile — ma solo l’esame della scatola nera potrà accertarlo — che i sistemi di frenata siano entrati in funzione appena è deragliato, evitando la strage. Scrive oggi Repubblica:

Stando a quanto si apprende da Rfi, il lavoro di manutenzione era ordinario e programmato e i sensori disposti lungo la rete non avevano segnalato alcun guasto. I tecnici dovevano soltanto sostituire un pezzo del deviatoio, così come prevede il protocollo di sicurezza sull’usura dei materiali. Ma come è andata veramente? L’intervento si conclude intorno alle 4 di notte e il caposquadra informa la sede di Livraga, la quale a sua volta riferisce alla Direzione territoriale di Bologna responsabile del traffico su quel tratto di Alta Velocità.

Di conseguenza, nel sistema Ertms (European rail traffic management system) utilizzato dal gestore della rete per comunicare con i locomotori viene inserito questo fonogramma, intestato al Posto di movimento di Livraga: «Dev.05 disalimentato e confermato in posizione normale come da fono 78/81 fino a nuovo avviso».

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«Dev.05 disalimentato e confermato in posizione normale come da fono 78/81 fino a nuovo avviso»

Questo significa due cose. La prima:  l’impianto elettrico dello scambio di Ospedaletto Lodigiano, che ne permette l’apertura e la chiusura da remoto, è stato disattivato, probabilmente per esigenze di manutenzione. La seconda, cruciale: è stato lasciato “in posizione normale”, e tale condizione è stata appurata e confermata. I due macchinisti del 9595 leggono il fonogramma, sono tranquilli, il treno può correre a 292 km all’ora che è la velocità consentita dal sistema Ertms.

Il caposquadra e i quattro tecnici di Rfi sono stati già sentiti dagli investigatori, ma, a quanto si apprende, hanno negato di aver fatto errori. «L’abbiamo lasciato nella posizione normale, non riusciamo a spiegarci». La procura di Lodi, che indaga per disastro colposo, omicidio colposo e lesioni multiple, per adesso non ha iscritto nessuno nel registro degli indagati. Al netto di eventuali ammissioni, solo una perizia potrà accertare come, e perché, quello scambio era aperto.

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