Economia

IMU, TASI e TARI: la stangata sulla casa in arrivo

Lo sblocco delle addizionali deciso dalla manovra si farà sentire alla scadenza del 17 giugno. E se le imposte di natura reddituale (Irpef e Ires) pesano per il 21%, quelle di natura patrimoniale (Imu e Tasi) sono il 49% della torta

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IMU, TASI e TARI: la stangata sulla casa è in arrivo e Patrizia De Rubertis sul Fatto Quotidiano oggi ci spiega in cosa consiste:  la legge di Bilancio non ha prorogato il blocco delle addizionali locali e dell’Imu sulle seconde case, congelate nel 2016. Risultato: Regioni e Comuni potranno aumentare le aliquote fino ai livelli massimi.

Cioè il 3,3% per l’addizionale Irpef regionale,lo 0,8%per quella comunale (con l’eccezione di Roma dove è già allo 0,9%) e il 10,6 per mille per Tasi e Imu. Il Sole 24 Ore nei giorni scorsi ha calcolato che sono 6.782 i Comuni che potrebbero rivedere al rialzo le addizionali perché sotto il tetto massimo e 6.516 quelli che potrebbero scegliere di ritoccare l’Imu. Ad averla già rialzata ci sono Napoli, Palermo e Milano. Città che si aggiungono a quelle segnalate dalla rilevazione del Servizio Politiche Territoriali Uil, aggiornata allo scorso 10 aprile: Torino, La Spezia, Pordenone e Avellino.

E se le imposte di natura reddituale (Irpef e Ires) pesano per il 21%, quelle di natura patrimoniale (Imu e Tasi) sono il 49% della torta, con un altro 30% che arriva da trasferimenti e locazioni (Iva e imposte di registro, ipotecarie e catastali, successioni e donazioni, registro e bollo su locazioni):

Dati confermati anche dal dossier della Uil, secondo cui nel 2018 nelle casse dei Comuni sono entrati 34,3 miliardi di euro di cui 21 miliardi per l’Imu/Tasi, 4,6 miliardi per l’addizionale comunale Irpef e 9 miliardi per la Tari. Balzelli il cui gettito medio pro capite ammonta a 1.340 euro annui, con l’esborso che sale a 2.267 euro a Roma, 1.952 euro a Torino, 1.923 euro a Genova; 1.888 euro a Milano 1.888 euro e 1.791 euro a Napoli.

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La Tari sui rifiuti

Sul fronte Tari, invece, dalla rilevazione della Uil emerge che su 54 città capoluogo analizzate, 23di esse (il 42,6% della rilevazione), hanno aumentato la tariffa su i rifiuti, 19 l’hanno diminuita e 12 hanno mantenuto inalterate le tariffe. Nel dettaglio, a Napoli e Cagliari si pagheranno mediamente 447 euro, ad Asti 434 euro, a Messina 433 euro, a Ragusa 431 euro.

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