Economia

ILVA, Arcelor prepara una causa miliardaria contro lo Stato

C’è il tema dello scudo penale,ma anche la nuova Autorizzazione ambientale annunciata dal ministro dell’Ambiente Costa

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Arcelor Mittal  prepara una causa (miliardaria) allo Stato per la modifica unilaterale del contratto di vendita degli impianti di ILVA (c’è il tema dello scudo penale,ma anche la nuova Autorizzazione ambientale annunciata dal ministro dell’Ambiente Costa). Ne parla oggi Il Fatto Quotidiano in un articolo a firma di Marco Palombi:

Arcelor Mittal –principale produttore di acciaio in Europa, un fatturato da 70 miliardi di euro e utili per 4,5 miliardi – non ha bisogno dell’impianto di Taranto, che peraltro perde un milione al giorno, gli serve solo che non finisca a un suo concorrente. Può, insomma, guadagnarci anche portando la produzione a zero: anzi, visto che nel vecchio continente c’è una sovracapacità di 30 milioni di tonnellate/anno e i clienti Ilva se li è già presi, fermare l’acciaieria pugliese potrebbe persino essere una buona idea. È il peccato originale di aver scelto Arcelor Mittal per Taranto: magari alla fine resterà, ma solo alle sue condizioni.

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Dal video “sei cose che questo governo avrebbe potuto fare su Ilva e non ha fatto” dell’associazione Giustizia per Taranto [via Facebook.com]
Il quotidiano spiega che ArcelorMittal teme che, senza “l’esimente penale” volgarmente detto “scudo”, i pm metteranno manager e azienda sotto inchiesta.

Un timore non del tutto ingiustificato, secondo Francesco Bruno, docente di diritto ambientale all’Università Campus Bio-Medico di Roma e avvocato dello studio legale internazionale Pavia e Ansaldo. IL PROBLEMA è che sullo “scudo”pende giudizio di costituzionalità su ricorso del gip di Taranto (la sentenza è attesa a ottobre): “Se l’esimente viene interpretata come se riguardasse condotte future è chiaro che la Consulta non potrà che dichiararla incostituzionale– spiega il giurista –. Il caso è diverso se,ed è lamia interpretazione, riguarda invece le condotte passate e il loro effetto sulla gestione degli impianti, tanto più se – come sostiene l’azienda – l’esimente è contenuta nell’accordo tra governo e Mittal. Mi spiego: Mittal a Taranto, senza esimente penale, potrebbe essere indagata, ad esempio, per inquinamento o omessa bonifica anche durante l’attuazione del Piano Ambientale. L’accordo di vendita e anche la legge, però, prevedono che l’ambientalizzazione avvenga mentre l’acciaieria è in funzione”.

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