Economia

Perché in Italia torna la paura dello spread

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Tra ieri e oggi lo spread, ovvero il differenziale di rendimento tra bond italiani e tedeschi, è tornato a salire. Ieri lo spread Btp-Bund è salito fino a quota 255, 23 punti in più dei livelli dell’apertura, prima che un pomeriggio un po’ più tranquillo lo assestasse a 246. I rendimenti dei titoli italiani a dieci anni hanno sfiorato il 3%, chiudendo poi a 2,92%. Oggi è volato in area 270 punti, con i rendimenti oltre il 3%. Il rendimento del benchmark italiano (Isin IT0005323032), che aveva chiuso ieri a 2,92%, ora segna 3,13%.

Perché in Italia torna la paura dello spread

L’impennata agostana è spiegabile in parte per motivi temporali. Spiega oggi Il Sole 24 Ore che agosto, quando gli scambi sono più sottili, è da questo punto di vista un mese tradizionalmente delicato, e il calendario prevede per il 31 la revisione del rating da parte di Fitch (ora è BBB con outlook stabile). Sette giorni dopo tocca invece a Moody’s, che a fine maggio ha annunciato di aver messo sotto osservazione il giudizio sul nostro debito (Baa2, con outlook negativo). Il Financial Times però parla anche di persistenti preoccupazioni degli investitori riguardo le prospettive economiche del paese. Sotto osservazione in particolare c’è la Legge di Stabilità 2019, che costituirà la cartina di tornasole dell’atteggiamento del governo gialloverde nei confronti dei conti pubblici e chiuderà il ciclo della competizione europea in un modo o nell’altro.

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Infografica del Financial Times

Proprio per questo un tavolo che prevede oltre al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia Giovanni Tria anche il titolare degli Affari europei Paolo Savona e i due leader politici della maggioranza, i vicepremier Matteo Salvini e, appunto, Luigi Di Maio sarà oggi il palcoscenico sul quale  i due leader convoglieranno la lista della spesa e i numeri di via XX Settembre. Flat tax e riforma della legge Fornero saranno il piatto forte delle richieste di Salvini, mentre Di Maio concentrerà l’attenzione su reddito e pensione di cittadinanza in attesa delle altre partite economiche che il M5S vorrà aprire (come la TAV e il TAP). L’atmosfera sui mercati è quindi quella di una resa dei conti, non si sa quanto anticipata dall’estate o come avvertimento nei confronti del governo.

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