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Il “tagliando antifrode” e le nuove matite copiative per il voto sicuro del 4 marzo

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Quest’anno le elezioni politiche saranno più sicure che mai. La principale novità, per evitare brogli e manomissioni, è quella del “tagliando antifrode”. Ogni scheda elettorale sarà infatti identificata da un codice alfanumerico che verrà annotato sul registro elettorale nel momento in cui l’elettore consegna il documento d’identità per l’identificazione e riceve la scheda (o le schede, nel caso voti anche per l’elezione de Senato). Qualcuno ha pensato ad una bufala ma  non è così: il tagliando antifrode esiste realmente ed è espressamente prescritto dalla nuova legge elettorale che ha aggiornato l’articolo 58 della legge 361 del 1957 sulle procedure di voto.

Il voto sicuro con il tagliando antifrode

Una volta votato l’elettore dovrà consegnare la scheda, debitamente ripiegata, al presidente di seggio che staccherà il “tagliando antifrode” e verificherà che il numero annotato sul registro e quello della scheda corrispondano. Successivamente la scheda sarà inserita nell’urna. Ma a farlo, diversamente da come è accaduto fino ad oggi, non sarà l’elettore. Sarà infatti il presidente a mettere la scheda senza tagliando nell’urna, per evitare qualsiasi forma di manipolazione del voto.

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Come ha spiegato il deputato PD Paolo Coppola, Presidente della Commissione parlamentare sulla digitalizzazione della PA, che ha introdotto questo sistema di voto con un emendamento al Rosatellum Bis il tagliando «renderà così impossibile il meccanismo del voto di scambio e inutile il furto delle schede». Inoltre il sistema garantisce la completa irriconoscibilità della scheda e identificazione del votante. Una volta staccato il tagliando infatti la scheda non avrà alcun segno di riconoscimento e non sarà possibile risalire all’identità dell’elettore utilizzando il codice alfanumerico trascritto nel registro di seggio.

Le nuove matite copiative supereranno i rigidi test dei “ciucciamatite”?

Quest’anno diremo probabilmente diremo addio anche ad uno dei più divertenti complotti degli ultimi anni: quello delle matite copiative che si cancellano. Tutti ricorderanno di quando il fu Capo del MoVimento (ora Garante) invitava gli elettori pentastellati a “ciucciare bene la matita”. Durante una tappa dello Tsunami tour a Susa Beppe Grillo avvertì i suoi dei possibili rischi di brogli: “Ciucciare la matita che vi daranno al seggio perché è copiativa e si può cancellare, ascoltate questo consiglio”. Come conseguenza molti elettori una volta al seggio chiesero al presidente e agli scrutatori di “dimostrare” che la matita non era cancellabile. Poco importa che durante lo spoglio fossero presenti – a vigilare sul corretto svolgimento delle operazioni – anche i rappresentati di lista del M5S.

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Memorabile rimase il post di Matteo Dall’Osso, eletto deputato per il M5S proprio nel 2013, che su Facebook scrisse di aver verificato personalmente che la mattia copiativa era “COMPLETAMENTE cancellabile a meno che non sia umettata”.

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L’annuncio di Piero Pelù sulla matita non-indelebile al seggio elettorale

Il complotto della matita cancellabile si è presentato puntuale ad ogni elezione. Anche Piero Pelù, in occasione del voto per il referendum del 4 dicembre 2016 fece mettere a verbale che la sua matita si poteva cancellare. Anche il candidato del MoVimento 5 Stelle, il giornalista Gianluigi Paragone denunciava all’epoca “fatti gravissimi, segno che qualcuno aveva paura di perdere” sottolineando la “cancellabilità” delle matite copiative. Curiosamente Paragone ha rimosso il video dal suo profilo Facebook (ma è rimasto il tweet). Video che potete gustare in tutta la sua comicità qui.

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Sempre durante il voto per il referendum costituzionale anche Matteo Salvini dimostrava evidenti segni di cedimento alla psicosi delle matite cancellabili. Tutti questi momenti però andranno perduti, come lacrime nella pioggia, perché è notizia di oggi che un’azienda di Roma – la ‘Infinity Office Srl’ – si è aggiudicata l’appalto del Viminale per la fornitura delle 130mila matite copiative al ministero dell’Interno in occasione delle elezioni politiche di domenica prossima. Dopo una serie di verifiche tecniche, è arrivata l’attesa certificazione di “ottima indelebilità“. I campioni inviati al Viminale per le necessarie prove tecniche hanno superato i severi test del Ministero. Antonio Natale, dell’Ufficio Commerciale della ‘Infinity Office Srl ha spiegato all’AdnKronos che «La grafite di queste matite, trattata in modo speciale, è in grado di assicurare un elevato indice di indelebilità e lascia un segno di solco ben visibile».