Politica

Il piano di Di Maio per Di Battista e Appendino capi

di maio di battista appendino

Luigi Di Maio ha un piano per la sua successione che prevede che lo scettro del comando vada ad Alessandro Di Battista e Chiara Appendino. Lo scrive oggi Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano, spiegando che l’ex Capo Politico ora ha voglia di fare il regista:

Così ha deciso di dirigere il gioco un po’più da dietro, nel nuovo M5S che nei suoi piani non dovrà più avere un solo capo, un leader massimo, ma una diarchia, con un uomo e una donna. E assieme a loro,una ristretta segreteria politica, “un cordone di protezione” come riassume un altro dimaiano doc.

Però si deve partire dal vertice, dai due nomi che il fu leader vorrebbe lassù. E il primo è già uscito ovunque, è quello della sindaca di Torino Chiara Appendino, che però nutre molti dubbi, e lo ha già detto allo stesso Di Maio nell’incontro della scorsa settimana a Palazzo Chigi, in cui il ministro le ha spiegato il suo progetto.

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L’altro vertice invece sarebbe Alessandro Di Battista, proprio l’ex deputato a cui mercoledì il ministro, senza citarlo, ha riservato un passaggio al cianuro, quello contro “chi è stato nelle retrovie senza prendersi responsabilità”. Così l’hanno interpretato tutti e ieri, a pomeriggio inoltrato, lo staff di Di Maio ha emanato l’ennesima smentita delle ultime due settimane, “smentendo categoricamente” che quelle parole fossero per Di Battista, “che Di Maio considera un amico”. Non è così.

Però l’ex capo non può fare a meno di Di Battista per il progetto che ha in testa, quello di un Movimento come polo equidistante dal centrodestra come dal centrosinistra. “Un M5S stile 2013” riassumono, fortemente identitario, barricadero quando servirà. A cui serve come l’ossigeno Di Battista per ricompattare attivisti ed elettori storici.

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