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Il PD Roma chiede la testa del segretario Andrea Casu

Con la richiesta il PD Roma dà un segno di esistenza in vita dopo anni di acquiescenza seguiti al suicidio politico delle dimissioni dal notaio per cacciare Ignazio Marino

andrea casu segretario pd roma 1

“Richiesta di rimettere il mandato del segretario nelle mani dell’Assemblea, che avvierà nelle forme e nei modi statuariamente previsti il percorso per la elezione del nuovo gruppo dirigente; Analisi situazione politica nazionale e romana”. Sono i due punti “indispensabili da affrontare immediatamente” che si leggono nella richiesta di convocazione della Direzione del Pd di Roma inviata all’attenzione della segreteria del partito, che ha portato ieri il presidente del partito romano a convocare la riunione per il prossimo 16 ottobre.

Il PD Roma chiede la testa del segretario Andrea Casu

Una richiesta, racconta l’agenzia di stampa DIRE, corredata da quasi 40 firme (39 membri della Direzione su 94), tra cui quelle di numerosi consiglieri capitolini, presidenti di Municipio ed eletti e amministratori municipali. Questi i firmatari della richiesta: Alfonsi Sabrina, Baglio Valeria, Barletta Valerio, Berardi Scilla, Bombelli Sara, Bombieri Luca, Caracciolo Valentina, Ciarafoni Marco, Colmayer Lucrezia, Colonna Serena, Del Bello Francesca, Della Portella Ivana, Desideri Federica, Di Giovanni Francesco, Fabbroni Tony, Fera Roberto, Foschi Enzo, Mancinelli Valentino, Manno Celeste, Marchionne Paolo, Marino Estella, Melito Antonella, Michetelli Cristina, Pacciotti Marco, Palmieri Giammarco, Palumbo Marco, Pelonzi Antongiulio, Petrilli Raffaella, Pirozzi Nicoletta, Piva Lucrezia, Ricciardelli Livio, Schneider Monica, Simoni Francesco, Sposato Laura, Staffieri Guido, Tosto Pina, Vacirca Valeria, Veloccia Maurizio, Zannola Giovanni.

andrea casu
L’infografica di Repubblica Roma sui renziani nel Partito Democratico (18 gennaio 2019)

Con la richiesta il PD Roma dà un segno di esistenza in vita dopo anni di acquiescenza seguiti al suicidio politico delle dimissioni dal notaio per cacciare Ignazio Marino. Peccato che nessuno di quelli che prese la decisione si trovi oggi sul banco degli accusati. Come si legge nella lettera, “lo scenario nazionale venutosi a creare nel mese di agosto ci ha messo nuovamente di fronte ad un’emergenza alla quale, con rinnovato senso di responsabilita’, non ci siamo sottratti. Quello che è accaduto nell’ultimo mese sarebbe stato imprevedibile fino a poche settimane fa, l’accordo di governo con il M5S non era previsto eppure il gruppo dirigente nazionale guidato dal segretario Zingaretti ha fatto quello che doveva pensando al paese ed al suo futuro. Gia’ questo sarebbe bastato per definirlo un periodo del tutto straordinario”. Invece, proseguono i dem, “per ‘animare’ ancora un po’ c’e’ stata la decisione di Renzi di fondare un nuovo partito con l’ennesima emorraggia e l’ennesimo trauma per il gruppo dirigente e non solo. A Roma, come in tutta Italia, il Partito democratico ha l’urgenza e la necessita’ di rilanciare la sua politica accettando una sfida piu’ che eccezionale”.

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