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Il pazzo pazzo video di Evra sotto la doccia che canta “Nessun dorma” e grida perché tifa Italia

L’ex difensore della Juventus, scatenato sotto la doccia, fa i complimenti alla nostra Nazionale e ribadisce il suo tifo per gli azzurri

Patrice Evra

L’Italia nel cuore. L’ex calciatore della Juventus Patrice Evra ha voluto regalare un momento di pura e sana “follia” sotto la doccia, immortalandosi mentre si insapona e canta a squarciagola sulle note del “Nessun Dorma” della Turandot. Grida il suo tifo per l’Italia, sempre coerente e costante anche quando la Francia era ancora in corsa in questi campionati Europei. Poi i complimenti al gruppo guidato da Roberto Mancini e ai suoi “amici” che hanno condiviso lo spogliatoio bianconero con lui durante il suo triennio a Torino.

Patrice Evra canta “Nessun dorma” sotto la doccia e tifa Italia

“La gente mi fa una domanda stupida: che squadra tifo ora che non c’è più la Francia? Ma ragazzi, anche quando c’era la Francia, anche quando giocavo, l’Italia è sempre nel cuore – ha gridato Patrice Evra sotto la doccia -. Non sputi nella mano che ti ha dato da mangiare. Quindi, complimenti a Mancini”. Insomma, un qualcosa di molto simile all’atteggiamento mostrato dall’allenatore spagnolo Luis Enrique dopo la semifinale persa con l’Italia. Ma c’è spazio anche per i suoi ex compagni di squadre che ora guidano la difesa azzurra verso la finale di Wembley: “Grande Bonu, grande Giorgio: sì, devo menzionare i miei gobbi. Alla fine, è sempre l’Italia che vince. Ricordatevi, quando tutto il mondo prendeva in giro l’Italia dopo la mancata qualificazione ai mondiali, dicevo a tutti che il calcio italiano è difficile. Quindi adesso non fatemi bestemmiare, fino alla fine ‘all’alba vincerò’.  Forza Italia”.

Insomma, un tifosi d’eccezione da sempre legato al nostro Paese. I suoi primi passi – dopo aver percorso il settore giovanile in Francia, li ha mossi proprio in Italia. Tutto è iniziato nella stagione 1998-1999 quando arrivò in Sicilia per giocare con la maglia del Marsala. Un club che militava in quella che era la Serie C1 dell’epoca. Poi il passaggio, l’anno successivo, al Monza (con poca fortuna e poche presenze, prima del ritorno in Francia. Infine la consacrazione in Inghilterra, con la maglia del Manchester United con cui ha vinto praticamente tutto. E, nonostante quella mole di successi, nel cuore ha l’Italia che lo ha abbracciato nel 2014. A Torino, con la mole che ha consacrato questo grande amore.