Opinioni

Il M5S scopre improvvisamente Salvini e il Russiagate

Confermando che la verità è un accessorio nemmeno così necessario della propaganda, il MoVimento 5 Stelle ieri ha improvvisamente scoperto il Russiagate e sul Blog delle Stelle è comparso un prestigioso elenco di quattro domande a Matteo Salvini sui presunti fondi russi alla Lega.

Mentre erano al governo insieme il M5S si è esercitato per mesi nell’antica arte di portare l’acqua con le orecchie al Capitano permettendogli un po’ di tutto e salvandolo dall’accusa di sequestro di persona per la vicenda della nave Diciotti in nome del fatto che uno vale uno ma qualcuno vale più di qualcun altro, specialmente se ti fa fare il ministro.

Oggi che sono al governo con il Partito Democratico, la montagna dell’Ufficio Stampa & Propaganda del M5S pagato con soldi pubblici partorisce il topolino di quattro domandine e già che c’è decide, come gli sceneggiatori a corto di idee per le fiction, di pubblicarle a puntate: ieri ne hanno messa soltanto una.

salvini russiagate m5s

La prima è questa:

Perché Salvini aveva fatto credere quasi di non conoscere Savoini nonostante fosse il suo ex portavoce, avesse partecipato a moltissimi convegni della Lega, ci fossero numerose foto e video che li ritraggono insieme e che fossero amici da 30 anni?

Questa è una delle domande che i giornalisti hanno già fatto a più riprese a Salvini, che in risposta a DiMartedì ha già ammesso che lo conosce da 30 anni. Il M5S così arriva fuori tempo massimo a cacciare un argomento che quei cattivoni dei giornalisti (lo sono quando scoprono le colf in nero della compagna di Roberto Fico, ad esempio) hanno già sviscerato da tempo. Ci hanno messo solo quattro mesi a partorire questa piccolezza: si vede proprio che sono maestri della comunicazione politica, eh?

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