Economia

Il Fondo Monetario boccia il piano dell'Europa per la Grecia

La situazione greca è molto peggiore di quanto previsto fino a solo due settimane fa. Secondo un rapporto riservato del Fondo Monetario Internazionale, ma conosciuto dai leader dell’Eurozona quando lunedì hanno concordato il terzo piano di salvataggio di Atene, i creditori Ue dovranno fare “molto di più” di quanto finora previsto. Ossia dovranno accettare di rinunciare a parte dei fondi dati alla Grecia in questi anni – un nuovo haircut (taglio) del debito che Atene ha con i partner – o consentire al governo ellenico di non pagare nulla per almeno 30 anni. Questo perché ai livelli attuali il debito ellenico è ancora più “insostenibile” del previsto.
 
IL FONDO MONETARIO BOCCIA IL PIANO DELL’EUROPA PER LA GRECIA

Non solo. Anche lo stesso piano di salvataggio (il terzo dal 2010) da 86 miliardi concordato tra mille polemiche lunedì per stabilizzare la situazione è del tutto insufficiente. Lo stesso piano che in Grecia ha spaccato il partito Syriza del premier e che rischia di non passare. Per l’Fmi sta ora ai membri dell’Eurozona decidere quale opzione scegliere tra quelle possibili. Questo perché le nuove proiezioni contenute nel rapporto riservato dell’Fmi, fatto filtrare ad orologeria stasera, stimano che il debito pubblico di Atene il prossimo anno sarà pari al 200% del Pil contro il 177% finora stimato, in parte a causa della recessione che peggiorerà nel 2015 dopo la timida ripresa registrata a fine dello scorso anno. Non solo. Fino al 2022 il debito greco resterà intorno al 177% contro il 142% stimato: “Il drammatico deterioramento della sostenibilità del debito rende necessario un alleggerimento del debito su una scala che va molto oltre quanto e’ stato finora previsto”, si legge nel nuovo studio.
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L’analisi fatta filtrare dall’Fmi è  in sintesi sia un assist al suo azionista di maggioranza, gli Usa (da domani il ministro del Tesoro Jaxck Lew sara’ in Europa e vedrà tra gli altri il presidente della Bce, Mario Draghi) che da settimane chiedono un taglio del debito greco, che alla Germania e alla nettissima maggioranza dei partner dell’Eurozona che non volevano salvare Atene (come ha raccontato lo stesso Tsipras, solo Francia Italia e Cipro hanno difeso la Grecia) e da ultimo, un allarme per i creditori Ue di Atene. Il Fondo, proprio le sue regole costitutive, non potrà continuare a sostenere in alcun modo la Grecia, sia perché è al momento “in arretrato” (arrears) di 2 miliardi di dollari di prestiti non rimborsati, sia perche’ non puo’ prestare soldi ad un Paese il cui debito sia “insostenibile”.
 
IL VECCHIO PIANO
Il rapporto fa il paio con le analisi riservate pubblicate poco prima dell’Eurogruppo in cui si ammetteva che pur accettando tutte le misure di austerity e le riforme imposte dalla ‘troika’, il rapporto debito/pil del Paese sarebbe comunque al 118% nel 2030, al di sopra del livello del 110% ritenuto sostenibile dall’Fmi e stabilito nel 2012. E non può non far pensare che il rapporto costituisca un segnale molto forte mandato all’Eurogruppo dagli Stati Uniti per interposta Lagarde: il debito di Atene va tagliato davvero, a prescindere da quanto potrebbe accadere successivamente. Le analisi citate dal Guardian nell’articolo a firma di Alberto Nardelli mostrano che perfino dopo 15 anni di forte e costante crescita, il Paese si troverebbe schiacciato da un debito pubblico insostenibile. Attualmente, il rapporto debito/pil greco è del 175%. Le analisi ammettono che in base agli scenari tracciati nelle simulazioni è necessario accordare ad Atene delle “concessioni significative” per consentirle di liberarsi del fardello del debito. Secondo il “best case scenario”, lo scenario più ottimistico, che prevede una crescita del 4% all’anno per i prossimi 5 anni, il debito greco scenderebbe solamente al 124% del pil entro il 2022. Lo scenario prevede anche che le privatizzazioni fruttino all’erario greco una cifra pari a 15 miliardi di euro, circa 5 volte superiore a quello che viene invece considerato lo scenario più probabile. Ma in base a tutte le previsioni tracciate dalla troika, che prevedono comunque un terzo programma di aiuti, la Grecia non avrebbe alcuna possibilità di centrare l’obiettivo di un debito pubblico “ben al di sotto del 110% del pil”, stabilito dai ministri delle Finanze dell’Eurogruppo nel novembre del 2012. Secondo quanto affermano gli stessi creditori internazionali della Grecia, “è chiaro che gli scivoloni e le incertezze politiche degli ultimi mesi hanno reso il raggiungimento degli obiettivi del 2012 impossibili in base a qualsiasi scenario”. I documenti sono stati ottenuti dalla Süddeutsche Zeitung e sono stati esaminati anche dal Guardian, dopo essere stati inviati a tutti i parlamentari tedeschi in vista dell’approvazione di un accordo con la Grecia da parte del parlamento.