Economia

Il decreto per il taglio del cuneo fiscale

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I tecnici del ministero del Tesoro stanno lavorato al decreto sul taglio del cuneo fiscale dopo che in manovra è stato istituito il fondo per la riduzione del cuneo, con una dote di 3 miliardi di euro nel 2020 e di 5 miliardi nel 2021 (che presto potrebbero diventare sei – un miliardo in più – visto che nel 2021 l’operazione partirà da gennaio, e durerà, pertanto, tutti e 12 i mesi).

Il decreto per il taglio del cuneo fiscale

Il Sole 24 Ore spiega oggi che in questi giorni gli esperti della Ragioneria generale dello Stato faranno i conti esatti: nel 2020 le primissime simulazioni parlano di un incremento medio degli stipendi di circa 500 euro (il bonus vale per soli sei mesi) che salgono intorno ai mille euro in più l’anno successivo.

Il meccanismo, che sarà puntualizzato nel decreto attuativo, dovrebbe funzionare così. Al momento restano esclusi gli oltre 4 milioni di contribuenti che rientrano nella no tax area, vale a dire coloro che hanno redditi fino a 8.000 euro l’anno; per costoro, tuttavia, sono già operative una serie di agevolazioni, compreso il reddito di cittadinanza. Occorre ricordare che per gli 80 euro la no tax area sale a poco meno di 8.200 euro. Un eventuale loro ingresso nell’operazione, ripetono fonti del governo, comporterebbe, gioco forza, una ri-discussione della misura bandiera del M5S per evitare sovrapposizioni di strumenti, e soprattutto disparità di trattamenti.

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Il cuneo fiscale in Italia e in Europa (Il Sole 24 Ore, 2 gennaio 2019)

Per i circa 9,4 milioni di lavoratori oggi compresi tra gli 8.200 euro e i 26.600 euro, che attualmente prendono gli 80 euro introdotti dal governo Renzi, è prevista la trasformazione del bonus in detrazione fiscale. Ma non per tutti, probabilmente. Nella sotto-fascia tra gli 8.200 euro e i 15mila euro circa infatti la trasformazione del bonus Renzi in detrazione non sarebbe tecnicamente possibile, visto che con il gioco delle detrazioni come quelle da lavoro dipendente o per carichi familiari, l’imposizione si azzererebbe, diventando, di fatto, soggetti “incapienti”. Ossia contribuenti che non hanno capienza per poter utilizzare a pieno tutte le detrazioni.

La riduzione del cuneo fiscale dovrebbe portare nelle tasche dei lavoratori da un minimo di 40 euro al mese a un massimo di 80 euro al mese in base alle scelte che saranno adottate dal governo a partire da gennaio.

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