Economia

Il cibo buttato perché brutto

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Oggi il Corriere della Sera racconta di uno studio dell’Università di Edimburgo che punta il dito sugli «standard cosmetici» che la regolamentazione dell’Unione Europea (e il nostro gusto) applicano e impongono ai prodotti agricoli. Ogni anno circa cinquanta milioni di tonnellate di prodotti agricoli vengono scartati in Europa (4,5 milioni soltanto in Gran Bretagna) prima di arrivare sotto gli occhi dei consumatori, soltanto perché non rispecchiano certi standard di forma e dimensioni. E questo, denuncia il professor Reay, alla faccia di «un terzo della popolazione mondiale che è costantemente sottoalimentato». Questo in nome del Cosmetic Standard, ovvero i «canoni cosmetici» richiesti dai supermercati sempre più spesso per la vendita degli ortaggi. Secondo gli ambientalisti sarebbero la causa della maggior parte del cibo buttato: gettato via perché non rispondente a canoni soltanto estetici.

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Il cibo buttato perché brutto (Corriere della Sera, 25 agosto 2018)

E così l’insieme di misure e pesi in qualche modo va ad influenzare lo stock di cibo venduto e a sprecare soldi e risorse nella produzione di cibo che poi viene buttato soltanto perché non corrisponde ai canoni estetici standard. Ovvero buttiamo soldi e sprechiamo risorse per niente.

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