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Il business dei tamponi in Campania

Ombre sul bando della Regione promosso con Soresa per realizzare i test sui pazienti: appena 22 ore per partecipare. Si scopre che l’Istituto zooprofilattico è ospite in un centro privato di Casalnuovo

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Repubblica Napoli racconta oggi cosa sta succedendo con i tamponi in Regione Campania, dopo un  bando Soresa della durata di meno di 22 ore: o rispondete in una notte e un mattino o niente, chi è dentro questi orari resta dentro, chi arriva dopo non protesti.

Il business dei tamponi in Campania

La Campania è fanalino di coda per i tamponi effettuati e intanto in regione, così come in Toscana, c’è un aumento dei casi che è più alto della crescita dei test effettuati: +8,0% casi, +8,8% tamponi a Napoli, +5,9% casi, +5,3% tamponi a Firenze. Per questo i test del tampone sono importanti, spiega oggi Conchita Sannino:

Invece: la caccia era così febbrile nella Campania fanalino di coda per i test accreditati, e così indispensabile visti i numeri dell’emergenza e le storie drammatiche di chi muore in casa senza avere un tampone, che in realtà la Regione di “aiutino” privato ne aveva già trovato uno, il centro Ames a Casalnuovo, e nessuno (se non le istituzioni ai vertici, e gli addetti ai lavori) lo sapeva. Né avrebbe dovuto saperlo.

«Un centro all’avanguardia» ovviamente, dove – si scopre – si è letteralmente trasferito da giorni personale e (pare) attrezzature dell’Istituto Zooprofilattico di Portici: fortissimo e riconosciuto, con il suo direttore Antonio Limone, sulla filiera della sanità animale; meno, di certo, sulla infettivologia umana. Eppure l’Istituto, in pochi giorni, ha molto più che decuplicato i suoi test (superando perfino l’unico centro di riferimento: il Cotugno). Addirittura balzando da 58 (28 marzo) ai 700 tamponi (primi di aprile), al giorno.

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Coronavirus: l’incremento percentuale dei casi (Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2020)

Possibile ci sia un privato, scelto senza alcuna procedura e nessun controllo esterno, dietro il boom dell’Istituto? A Casalnuovo e nel loro settore, il direttore di Ames, Antonio Fico, si vanta di aver dato una grande mano alla Regione con i suoi laboratori «serissimi e riconosciuti anche nel nord». Interpellato da Repubblica, taglia corto: «Sono impegnato, mi spiace». Mette giù.

Passano alcuni minuti, evidentemente indispensabili a costruire una spiegazione coerente. Poi Fico richiama e, alla stessa domanda «Perché mai un Istituto pubblico del Mezzogiorno viene e fare i tamponi da voi, senza alcuna validazione?», replica: «Attenzione, noi abbiamo messo a disposizione la nostra tecnologia e i nostri spazi, ma li lavorano loro».

Sul bando, ultimo dato singolare: viene chiamata a decidere una commissione che, tra i vari esperti, non contempla un esponente del centro di riferimento Cotugno (che deve validare gli altri centri. Pare che la “chiamata” per sedere tra gli «esaminatori» sia arrivata di sabato mattina per il pomeriggio. Tutto per il bene comune, di corsa.

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