Politica

Renzi è chi Renzi fa: Ignazio Marino si toglie i sassolini dalle scarpe a Piazzapulita

“Io penso che in questo momento Matteo Renzi stia facendo Matteo Renzi – ha detto Ignazio Marino rispondendo alle domande di Corrado Formigli a Piazzapulita”

Tutto come previsto. Tutto come prevedibile. Ignazio Marino riesce a dare, probabilmente, la visione più concreta di quel che sta accadendo in questi giorni in Italia. La crisi di governo, le ministre fatte dimettere da Matteo Renzi e la continua sovraesposizione politica del leader di Italia Viva non sono nulla di nuovo. Anzi, sembrano essere le esatte caratteristiche presenti nel Curriculum Vitae politico dell’ex Segretario del Partito Democratico. E a Piazzapulita, l’ex sindaco di Roma si è tolto alcuni sassolini (anzi, macigni, dalle scarpe).

«Non è che conosca molto bene, a livello personale, Matteo Renzi. Io penso che in questo momento Matteo Renzi stia facendo Matteo Renzi – ha detto Ignazio Marino rispondendo alle domande di Corrado Formigli a Piazzapulita -. Di fatto, se noi pensiamo alla sua storia dal momento in cui è apparso sulla scena nazionale, ricordiamo quanto accaduto con Enrico Letta. Dopodiché ho vissuto in prima persona, ma oggi non è più importante per me, il fatto che abbia deciso di allontanare il sindaco della capitale». Toni diversi, ma molto simili a quelli di Romano Prodi.

«Poi è un personaggio che parla di democrazia, di regole, di Parlamento. Ora il fatto che in qualche modo forzi 19 consiglieri del Partito Democratico a dimettersi, quindi prenda a schiaffi 700mila persone che eletto un sindaco, penso che si commenti da sé». E non finisce qui: «Secondo me ora è posseduto da un demone narcisista, perché le azioni che ha compiuto negli ultimi anni, pensi a quando ha fatto la campagna per il Referendum per modificare la Costituzione, ha dichiarato che se avesse perso si sarebbe ritirato per sempre dalla scena politica. Ovviamente non ha mantenuto quello che aveva affermato. E anche oggi stravolge, distrugge qualcosa che aveva creato come accaduto con Roma, senza avere una visione e senza avere un piano davanti. Perché in questo momento in non credo che Matteo Renzi abbia chiaro che cosa si possa fare nel Paese domani. E lo fa in un momento in cui stiamo parlando di una situazione che evidentemente passerà alla storia». Cioè la pandemia.