Economia

I lavori che crescono di più

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Imprese di pulizia degli edifici, cresciute di più di seimila unità, precisamente 6.136, tra dicembre 2012 e dicembre 2017. Poi, tatuatori e specialisti del piercing, il cui numero è salito di oltre 4.000 soggetti rispetto a cinque anni fa. Sul podio anche i giardinieri, divenuti quasi 3.400 in più. Sono questi i mestieri artigiani che resistono meglio alla selezione, dura, che da anni interessa la categoria,e anzi crescono con numeri importanti. A misurare le evoluzioni e i cambiamenti del comparto sono i dati Unioncamere e Infocamere sull’imprenditoria artigiana riportati oggi dal Messaggero. Cifre che raccontano la forza di taluni settori, tracciando di fatto un profilo che parla della passione di chi entra nel mondo del lavoro e della “fortuna” dei vari capitoli. Ma anche numeri che spiegano la precarizzazione forzata di alcuni settori e la minore importanza progressiva di quello industriale nella ricerca del personale.

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I lavori che crescono di più (Il Messaggero, 1 maggio 2018)

Stando ai dati di dicembre 2017, le imprese artigiane registrate sono oltre un milione trecentomila – precisamente, 1.327.180- e tra queste si contano quasi 81 mila nuove iscrizioni nell’anno. Nello stesso periodo risultano 92.265 cessazioni. La differenza tra iscrizioni e cessazioni di attività segna pure per il 2017 un saldo negativo di poco superiore alle 11 mila imprese, con -0,85 % rispetto all’anno precedente. Dati alla mano, si evidenzia un calo nel numero di cessazioni di impresa, che sono al livello minimo del decennio, ma a scendere sono pure le cifre relative agli italiani che intraprendono un’attività imprenditoriale e, anche in questo caso, il dato nel 2017, è il più basso del decennio.

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