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«I grillini per Salvini? Hanno la sindrome di Stoccolma»

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Isabella Merzagora, che insegna Criminologia alla Statale di Milano, a colloquio oggi con Antonello Caporale del Fatto Quotidiano spiega la sua interessante teoria sui grillini per Salvini, ovvero su quegli attivisti del MoVimento 5 Stelle che vorrebbero il ritorno dell’alleanza con la Lega:

“La sindrome prende il nome da un evento delittuoso, una rapina in banca a Stoccolma con sequestro di persone. Le conseguenze anche psicologiche che subirono i sequestrati furono analizzate e ne fu studiato l’impatto più sorprendente: quel trasporto positivo che i sequestrati ebbero nei confronti dei sequestratori”.

Nel caso in esame, il “seviziato”sarebbe Luigi Di Maio, il “seviziatore” invece Matteo Salvini.
Resto nel cortile delle mie competenze: la sindrome si manifesta quando la tua sopravvivenza dipende in tutto o in parte dall’altro. Che sarà anche un tuo nemico, ma che ha in mano le sorti del tuo futuro.

Professoressa, però qui Di Maio, senza voler far torto alla casistica criminologica, potrebbe interromperci e dire: quando passerà mai un altro treno, un’altra offerta come questa per i Cinquestelle?  Di Maio premier, addirittura. Si chiama utilità marginale.
Infatti non mi avventuro n ell’analisi politica dei rapporti tra i due. Le trasmetto i canoni, la cornice selettiva, null’altro che un banale riepilogo di ciò che la scienza ha scoperto e narrato sulla sindrome di Stoccolma.

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Non è che la passione per la politica, esondando, produca ai protagonisti un’a l te ra ta percezione della realtà? È colpa dei moijto o di una eccessiva dose di autostima se Salvini adesso sta pagando il pegno di una crisi di governo aperta così avventurosamente?
La storia contemporanea e anche quella meno recente dimostrano che personaggi con qualche sintomo psicopatologico hanno realizzato cose grandi,nonostante tutto. Drammaticamente grandi. Il carattere paranoico di Hitler, ampiamente studiato, purtroppo non gli ha impedito una politica sciaguratamente coerente e anche un seguito popolare enorme. È sì un caso estremo, ma assai significativo. Così come è vero che la passione, quando si impossessa totalmente della nostra mente, ci rende più vulnerabili.

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