Opinioni

I due evasi di Rebibbia NON sono stati (ancora) catturati

I giornali italiani hanno dato poco fa la notizia che Florin Mihai Diaconescu e Catalin Ciobanu, i due cittadini romeni in carcere per omicidio, sequestro di persona, rapina e ricettazione erano stati catturati. La notizia non è vera.
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La notizia era stata data dalla FNS Cisl:

“I 2 detenuti evasi da Rebibbia sono stati presi dai Carabinieri e dal NIC Polizia penitenziaria a Tivoli. Grande soddisfazione della Fns Cisl sia per il personale interessato all’arresto che per il personale che quotidianamente lavora all’interno dei carceri”. Così in una nota Massimo Costantino, segretario generale aggiunto

Qualche minuto dopo però il sindacato ha smentito la cattura:

Mihai Florin Diaconescu e Catalin Ciobanu, i due romeni evasi ieri sera dal carcere di Rebibbia, sono ancora in fuga e non stati catturati in un appartamento a Tivoli dai carabinieri e dal Nucleo investigativo centrale della Polizia penitenziaria. A dare la notizia – ache non aveva trovato conferma dagli investigatori – era stato Costantino Massimo, segretario generale aggiunto Fns Cisl Lazio, che in un successivo comunicato si e’ smentito e ha precisato che continuano le ricerche dei due evasi, non ancora rintracciati.

Catalin Ciobanu, 36anni, è stato arrestato per omicidio e sequestro di persona mentre Florin Mihai Diaconescu, 28anni, era in carcere per rapina e ricettazione. Probabilmente un complice li aspettava in macchina poco lontano. Nel 2014 Catalin Ciobanu era stato accusato di omicidio preterintenzionale: aveva provocato la morte di un commerciante egiziano che viveva a Fidene. Catalin lo aveva rapito per conto di un altro egiziano rivale in affari e l’uomo era morto d’infarto. Il romeno aveva agito con un complice, e scappò in Romania dove poi venne arrestato per un furto. Dal carcere romeno fu estradato in Italia per essere processato per la morte del commerciante egiziano. Il sindacato di polizia carceraria Fns Cisl dà la colpa al sovraffollamento di Rebibbia rispetto al numero inadeguato di agenti. “Il personale in servizio di Polizia Penitenziaria nei 14 Istituti Penitenziari della regione Lazio risulta essere sottodimensionato e non più rispondente alle esigenze funzionali degli Istituti – ha detto il segretario aggiunto Massimo Costantino – dove si continua a registrare un esubero di detenuti rispetto alla capienza detentiva prevista”. Nel Nuovo Complesso di Rebibbia ci sono secondo Fns Cisl 157 detenuti in più rispetto ai 1.235 previsti. Donato Capece, segretario del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, sottolinea che “quando è avvenuta l’evasione, nel reparto in cui erano detenuti i due soggetti evasi, c’erano di guardia solo due agenti per complessivi 150 detenuti” e che “i sistemi di sicurezza del carcere di Rebibbia sono fuori uso da tempo”. Il Sappe rinnova l’appello al ministro della Giustizia Andrea Orlando, al premier Renzi e al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria perché affrontino i problemi di organico. “Avevamo chiesto che nella legge di stabilità si anticipasse dal 2018 al 2016 il turn over di 800 agenti: ci hanno bocciato l’emendamento – osserva Capece -. Il corpo di polizia penitenziaria ha complessivamente settemila unità in meno del dovuto. Ogni anno perdiamo circa 1.300 unità per gli agenti che vanno in pensione. Inoltre pesa anche l’età e in tanti reparti molti agenti sono ormai in là con gli anni: sarebbe indispensabile un ricambio per garantire migliore sicurezza delle carceri”.

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