Economia

I dipendenti della grande distribuzione pagati per licenziarsi in Piemonte (e non solo)

Il blocco dei licenziamenti viene aggirato con incentivi all’esodo che premiano il dipendente della grande distribuzione che sceglie autonomamente di lasciare il lavoro. Anche aziende che operano in settori diversi da quello alimentare si stanno attrezzando, anche con accordi a livello nazionale

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La Stampa racconta che in Piemonte, anche per il timore delle nuove misure anti COVID che prevedono la chiusura dei centri commerciali nel fine settimana, il blocco dei licenziamenti viene aggirato con incentivi all’esodo che premiano il dipendente della grande distribuzione che sceglie autonomamente di lasciare il lavoro. Anche aziende che operano in settori diversi da quello alimentare si stanno attrezzando, anche con accordi a livello nazionale

Con il blocco dei licenziamenti l’unico strumento a disposizione sono gli esodi volontari incentivati, che spesso prevedono un accompagnamento alla pensione per le persone che hanno quasi raggiunto i requisiti. «Solo a Torino ci sono state circa 500 conciliazioni nell’ultimo anno con un netto incremento nell’ultimo periodo», racconta Carla Destefanis, segretario generale della Fisascat Cisl Torino- Canavese. Numeri alti che coinvolgono trasversalmente tutti i marchi della grande distribuzione organizzata non solo nel settore alimentare.

 

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Una parte riguarda sicuramente gli ex lavoratori Auchan che sono passati a Conad-Margherita con l’acquisizione. «Ma coinvolge anche insegne come Pam Panorama, Coop, Carrefour», spiega ancora il segretario Fisascat. Per quanto riguarda il non alimentare un accordo con grandi numeri è stato firmato da Brico Center a livello nazionale. E anche un’azienda solida e ad alto valore aggiunto come Eataly si è accordata con i sindacati per una trentina di esodi volontari sulla sede del Lingotto.

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