Economia

L’inestinguibile delegazione dell’Hubei

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Nella percezione comune, “cinese” è sempre più sinonimo di tanti soldi. E di investimenti in arrivo. A rafforzare la convinzione ci sono i crescenti capitali mandarini in griffe della moda, in squadre di calcio, in colossi dell’energia, in istituti bancari. Insomma, in operazioni di un certo spessore, di cui è possibile farsi idea – ma proprio qualche – nelle pagine economiche dei giornali, di solito quelle realizzate peggio. L’afflato monetario viene alimentato, più frugalmente, quando si ha notizia che ad acquistare le quattro mura sottocasa, da infinito tempo invendute, siano proprio i cinesi. Così come a collocare un’aziendina nel posto più dimenticato da Dio o nel perpetuare le vendite in franchising. Basta scorgere un asiatico in una qualsiasi riunione perché in lui si ripongano speranze risolutive di ogni genere.

L’inestinguibile delegazione dell’Hubei

Insomma, è in fase di rapido superamento il luogo comune del “cinesino” relegato al soffocante emporio di casalinghi o al ristorante degli involtini primavera e dei ravioli al vapore, al limite alla nuova frontiera del bar, dell’agenzia di viaggi o del parrucchiere dai tagli innovativi ma dalla qualità del balsamo tutta da verificare. Questo effetto da “zio Arduino” nel film “Arrivano i dollari”, la fortuna che giunge improvvisa dall’altra parte del mondo, sta contagiando soprattutto gli enti locali alle prese con mille problemi di bilancio e di aziende in crisi. Ospitare nel proprio feudo elettorale un’enclave di persone con gli occhi a mandorla vale più della foto con Orfini o con Gasparri o del resoconto della missione ministeriale a Roma vergato dall’addetto stampa dell’assessore di turno, pubblicato da testate ossequiose.

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Dove si trova la provincia dell’Hubei (da: Wikipedia)

Tra le delegazioni asiatiche che sembrano andare per la maggiore, quelle provenienti dalla regione cinese di Hubei parrebbero le più corteggiate. Una sorta di “usato sicuro” in stile Fiat anni Ottanta: minimo investimento – il manicaretto locale – per grandi prestazioni, ma tutte da verificare. Premessa doverosa: Hubei sta alla Cina, per peso specifico, più o meno come il Molise sta all’Italia. I 57 milioni di residenti rispetto al miliardo e mezzo totale è facilmente paragonabile ai 300mila molisani sugli oltre 60 milioni di italiani. Per dinamismo economico, al limite, si può ricorrere ai trevigiani, cultura agricola divenuta industriale nel giro di una generazione.

Il primo approccio con i ricchi cinesi

A dire il vero uno dei primi approcci “made in Italy” con una delegazione dell’Hubei non è stato dei più felici. Risale al 2010. Secondo quanto riferì il quotidiano La Stampa, l’europarlamentare napoletano Crescenzio Rivellini si beccò l’accusa di interessi privati in missione europea da Verhofstadt e Cohn-Bendit, presidenti dei Gruppi Verdi e Libdem. L’accusa dei rompiscatole euronordici al nostro connazionale? Aver usato una missione in Cina per interessi legati alla sua agenda personale. Rivellini, presidente della delegazione interparlamentare Europa-Cina e fresco di celebrità per aver tenuto un discorso in dialetto partenopeo all’europarlamento nel settembre 2009, replicò che la ricostruzione dei due era piena di imprecisioni, minacciò vie legali e raccontò come si erano svolti i fatti, ponendo al centro “la delegazione della provincia dell’Hubei”. Carlo Lucarelli in “Blu notte” qui direbbe: tenete a mente questa delegazione.

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In effetti dal 2011 al 2013 miriadi di delegazioni della provincia dell’Hubei hanno conquistato la Campania, spesso con la regia dello stesso Rivellini. Un’apoteosi di intenti nel campo imprenditoriale, sanitario, universitario, scientifico, culturale. La postilla del tempo dell’assessore regionale Martusciello: “Solo i sistemi produttivi con una forte vocazione all’export escono dalla crisi e riprendono a crescere”. Chissà se questa sentenza abbia alimentato il dibattito del 10 settembre 2012, convegno alla Città della Scienza “Imprenditoria innovativa e cooperazione tra la Campania e la Provincia cinese di Hubei”. La delegazione degli ospiti asiatici è composta di oltre 150 membri, per lo più burocrati e giornalisti.

Lo show con gli operatori sanitari e l’approdo in Abruzzo e nel Lazio

Passa meno di un anno e dall’Hubei arrivano gli operatori sanitari. Visitano l’ospedale evangelico Villa Betania a Napoli, presente il solito Rivellini in gran forma. E’ il 9 luglio 2013. Due mesi dopo un’altra delegazione dell’Hubei visita Caserta. E per non scontentare nessuno, qualche mese dopo è il sindaco di Benevento, Fausto Pepe, a ricevere nella città sannita la delegazione della prefettura di Xianning, ovviamente provincia di Hubei. E parlando di prefetture, i giornali locali non possono non evidenziare “le molte affinità tra Hubei e il territorio sannita, vantando un’importante produzione nel settore oleario e vitivinicolo, oltre che alcuni centri termali”.

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Nel frattempo, però, la fama delle delegazioni dell’Hubei oltrepassa asperità morfologiche e approda in Abruzzo. Ad aprile 2013 la solita delegazione “di alti funzionari e di imprenditori” capeggiata da Huang Chuping entra trionfalmente a Tagliacozzo. “L’idea è quella di istituire un complesso alberghiero da adibire a centro-benessere, non solo per turisti cinesi, ma anche italiani ed europei – scrivono i giornalisti marsicani, mentre il locale sindaco, Maurizio Di Marco Testa, è invitato a firmare un gemellaggio con ben due città, Xianinng e Zhengzho. “Un’occasione da non lasciarsi sfuggire – si legge nelle cronache locali – perché “di fronte al declino del turismo, da sempre principale risorsa della città, il Comune di Tagliacozzo dovrebbe cogliere al volo l’opportunità che la Cina gli offre, per rilanciare l’economia”. Un imprenditore locale è certo: “Verso Tagliacozzo i cinesi mostrano una particolare attenzione”. Poteva rimanere esclusa da questa collettiva conversione sulla via di Hubei la città di Cori, provincia di Latina? Il sindaco Tommaso Conti e l’assessore Fausto Nuglio fanno gli onori di casa a sei rappresentanti di Wuhan, capoluogo dell’Hubei. Il tour comprende la cantina Cincinnato, l’agriturismo Stoza, le agricole OrtoCori e Agnoni, con i cinesi, tra bottaie e assaggi di prodotti, “visibilmente soddisfatti”, come si legge nei resoconti cartacei.

Milano, il Molise, Avezzano e Roma

Del resto è l’anno dell’Expo e gli “Hubeini” sono protagonisti di una girandola di incontri, da quelli con le imprese siciliane nel Padiglione Italia a quelli, tra il 17 e il 22 giugno, presso l’hotel Marriott a Milano. Nel 2016 è la frescura dei Castelli Romani a baciare i cinque in delegazione, ovviamente tutti dell’Hubei. L’incontro si conclude “con uno sguardo sui panorami più suggestivi dell’area castellana”, come recita l’entusiastico resoconto. Lunedì 14 novembre sono invece otto i cinesi dell’Hubei che approdano in Molise. Ospitalità da ricambiare in quanto i vertici molisani sono già stati in trasferta istituzionale in Cina “per avviare un percorso”, come spiegano il governatore Frattura e il presidente del Consiglio regionale Cotugno. Però di quel percorso, visti i disastrosi dati economici del Molise, c’è davvero poca traccia. In compenso si firma un importante “Protocollo d’amicizia”. Il giorno dopo una delegazione dell’Hubei visita gli scavi archeologici di Palazzo Valentini a Roma, ospite della Città metropolitana.

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Foto da: MoliseDoc

Tocca ad Avezzano. La delegazione di sei cinesi è così accolta dal presidente del Gal locale: “Un’idea lungimirante che apre un canale privilegiato sia per favorire l’export delle nostre imprese che per attrarre turisti da un Paese in grande crescita”. La proposta dei cinesi affascina: istituire un volo di linea tra Hubei e l’Abruzzo. Applausi e ricco buffet. Annuncio finale: “Nei prossimi mesi una delegazione abruzzese capitanata dal presidente del Consiglio regionale, Giuseppe Di Pangrazio, volerà nella provincia di Hubei per approfondire le tante questioni sul tappeto…”. Il tappeto volante. Negli stessi giorni all’Università di Teramo una delegazione di 21 magistrati della procura di Hubei partecipa al corso sul meccanismo operativo degli organi procedurali italiani. Modello decisamente da importare. Il 2017 si apre con il fascino del mare d’inverno. La delegazione governativa di Wuhan sbarca ad Anzio il 17 marzo. Ricevuta dal vicesindaco Giorgio Zucchini, visita le “bellezze neroniane”. Anche qui previsione di viaggio bilaterale.

Spoleto, Cassino, Roma e Torino

A fine giugno è Spoleto, tradizionalmente vocata ai “Due Mondi”, che spera nel recupero dell’area degradata dell’anfiteatro romano grazie ai benefattori cinesi. Per la delegazione di sette persone è un bis, avendo già goduto dell’ospitalità della città umbra qualche mese prima. Il sindaco Fabrizio Cardarelli. “Abbiamo registrato un forte interesse nei confronti di Spoleto, soprattutto per le potenzialità di un’eventuale cooperazione. È necessario lavorare seriamente facendo un passo alla volta”.
A provare l’ebrezza di una delegazione di sette persone della prefettura di Xiannning (Hubei) è anche Carlo Maria D’Alessandro, sindaco di Cassino. E’ il 30 giugno. Il fine è “rafforzare i rapporti amichevoli, di cooperazione e di partenariato”. Ma anche spirituali, grazie alla visita a Montecassino e all’incontro con l’abate Donato Ogliari. Il sindaco punta decisamente all’Asia: “A settembre ci recheremo a Xianning con una delegazione di imprenditori, per sottoporre nuovi progetti agli investitori del posto. Un’azione fondamentale per attrarre risorse che possano far nascere nuovi processi di crescita a Cassino e nel suo hinterland”.

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L’estate è particolarmente dinamica per l’Hubei italianizzato. A luglio Roma e Torino, dove la delegazione è ricevuta dal vicesindaco Guido Montanari. Ad agosto una delegazione è ospite di Confartigianato Vicenza. Ad ottobre la delegazione dell’Hubei è ricevuta dal sindaco di Sarzana e si organizza una mostra di artisti provenienti da Wuhan. E potevano mancare i sindacalisti? Certo che no. I vertici della Federazione dei sindacati cinesi della provincia di Hubei, guidati dal vicepresidente Zhang Wei, incontrano a novembre a Roma i colleghi della Uil. Il sistema lavorativo cinese potrebbe offrire nuovi spunti alle proficue politiche sindacali italiane della Triplice. Gli asiatici, anche in delegazione, sono instancabili. A febbraio 2018 sono a Messina, ricevuti dal commissario della città metropolitana Francesco Calanna. Il 4 giugno un’altra delegazione è a Roma, presso la sede della Presidenza del Consiglio dei ministri, dove incontra Carlo Capria, membro del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica. E intanto la Capitale omaggia gli asiatici con la mostra sul patrimonio culturale immateriale della provincia cinese dell’Hubei presso la Biblioteca nazionale centrale: in programma le elaborate lavorazioni del tè, il teatro delle ombre cinesi, l’arte dell’intaglio della carta, la festa delle barche drago, l’opera del poeta patriottico Qu Yuan.

…E la fine della storia

Fine giugno, di nuovo ossessivamente il Molise, dove tra funzionari amministrativi e giornalisti, la delegazione del Dragone ne conta ben sedici. Dopo la visita alla struggente mostra dei disegni realizzati dagli scolari di Macchia di Isernia, accoglienza sul belvedere di Ferrazzano, “deliziati dalla presenza dell’Assessore Cotugno”, come scrive il giornale on-line “Un mondo di italiani”. Calato il sipario sul Molise, di cui resta una foto dell’assessore e del cinese avvolti dalla bandiera regionale, il giorno seguente l’Hubei è protagonista nuovamente in Abruzzo, con cui è gemellata ormai da due anni. La delegazione commuove il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio.

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E se il 6 luglio i membri dell’Hubei administration institute sono ospiti della nostra Scuola nazionale dell’amministrazione, tre giorni dopo una delegazione di quattordici rappresentanti cinesi incontra i vertici dell’agricoltura della Regione Lazio, “interessata a studiare le politiche di sviluppo, gli investimenti, le funzioni e il supporto alle aziende e le strategie di rivitalizzazione del settore agricolo messe in atto dall’amministrazione regionale – come spiega la nota della Regione.
Cosa ha prodotto tutto questo andirivieni, che ha incluso anche visite a Biella, a Terni (ricevuti dal presidente della Provincia, Giampiero Lattanzi), a Siena (visita al Santa Chiara Lab) e in altre eccellenze della nostra bella Italia? L’Hubei è attualmente meta di scambio commerciale e di interazione da parte di una cinquantina scarsa di aziende italiane. A San Marino ce ne sono di più.

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