Economia

Helicopter Money: il prossimo passo delle banche centrali sarà dare soldi ai cittadini?

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Ne ha parlato ieri James Mackintosh sul Wall Street Journal: nell’era dei tassi negativi il prossimo passo delle banche centrali per sostenere la ripresa dell’economia potrebbe essere l’Helicopter Money, ovvero i soldi dalle banche centrali direttamente nei conti dei cittadini. Una provocazione, certo. Ma che non sembra per nulla infondata.

Helicopter Money: il prossimo passo delle banche centrali

I tassi negativi che la Banca Centrale Europea ha stabilito sui depositi infatti, argomenta il WSJ, potrebbero funzionare fin troppo bene ma anche avere effetti perversi o non funzionare per niente. Di certo c’è che l’Eurozona vive ancora oggi una deflazione di fatto dei prezzi mentre gli squilibri commerciali tra i paesi non accennano a ridursi. In più il grande malato continua ad essere il sistema bancario le cui sofferenze (leggasi: crediti inesigibili) continuano a fermare l’afflusso di prestiti all’economia reale: un fenomeno più marcato in Italia ma che si avverte in tutto il Continente. La BCE ha risposto potenziando il Quantitative Easing e portando il costo del denaro a zero e il tasso sulle riserve in negativo. Ma Draghi ha anche fatto capire che la BCE farà tutto quello che è in suo potere, ma non ha il potere di fare tutto da sola. Puntando chiaramente il dito sui governi: «Mentre la ripresa economica è proseguita a ritmi diversi nei vari paesi dell’area dell’euro, gli sforzi volti a sostenere l’offerta e aumentare la capacità di tenuta delle economie sono stati generalmente limitati». Tutto ciò sta ovviamente penalizzando i risparmi investiti in titoli di Stato, che rendono sempre meno, ma soprattutto senza che la domanda e l’inflazione ripartano. Questo non vale soltanto per l’Europa ma serve a segnalare che lo stimolo sta dando effetti, ma non è detto che siano gli effetti positivi che si attendevano. Di più: la preoccupazione delle banche centrali è che i tassi negativi finiscano per indurre una corsa alla liquidità da parte dei risparmiatori, con il risultato di drenare liquidità dal sistema. Ovvero, l’esatto contrario dell’effetto desiderato. Per questo le banche centrali potrebbero decidere di passare a una fantasy monetary policy ovvero distribuire denaro direttamente alla popolazione, seguendo la metafora del Gettare soldi dagli elicotteri inventata da Milton Friedman e rievocata da Ben Bernanke quando era governatore della FED: stampare denaro per finanziare tagli di tasse allo scopo di uscire dalla spirale deflazionistica.
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…sarà regalare soldi direttamente ai cittadini?

Vito Lops sul Sole 24 Ore illustra la posizione dell’economista Adair Turner, che ha presentato al Fondo Monetario Internazionale proprio una proposta di attuazione dell’Helicopter Money fondata sul taglio delle tasse finanziato attraverso gli acquisti incrementali di debito pubblico da parte delle banche centrali:

«L’Helicopter money, con cui intendiamo un aumento dei deficit di bilancio, può in alcune circostanze essere l’unico modo per stimolare la domanda nominale, e può portare con sé meno rischi per la futura stabilità finanziaria rispetto alle politiche monetarie non convenzionali attualmente dispiegate – scrive Turner -. La prima domanda è fondamentale: vogliamo più domanda nominale? La risposta dovrebbe essere sì, se siamo certi che si trasformerà in un aumento della produzione reale e se riteniamo che un aumento del tasso di inflazione è di per sé desiderabile. Le economie sviluppate oggi stanno cercando di far verificare queste due condizioni, ma presentano tassi di crescita nominali molto bassi, in un contesto depresso dal deleveraging del settore privato a seguito della crisi finanziaria».
«Quindi è auspicabile una crescita del Pil – spiega Turner -. Il problema è che la politica monetaria in entrambe le sue forme, convenzionali e non convenzionali, sta risultando inefficace. La riduzione dei tassi di interesse sottozero non sta stimolando l’offerta di credito e la domanda, in un “bilancio recessione” in cui il settore privato è in deleveraging. Anche tagliare i tassi di interesse a lungo termine attraverso il quantitative easing può essere altrettanto inefficace. Senza dimenticare che tassi di interesse molto bassi e per molti anni, incoraggiano la ricerca di rendimento, e quindi l’innovazione finanziaria e di carry trade, che creano rischi per la stabilità finanziaria. In questo quadro – conclude Turner – l’helicopter money potrebbe essere considerata un’opzione».

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Immagine da: QE4People

Un piano di salvataggio disperato per l’Eurozona, come lo chiama QE4People? Peter Praet, membro del comitato esecutivo della BCE, ne ha parlato esplicitamente a marzo (“Yes, all central banks can do it”), specificando però che è lo strumento della disperazione e la situazione non è ancora così disperata. Mentre Patrice Gautry e Jean-Sylvain Perrig di UBP dicono che la soluzione potrebbe anche distruggere la fiducia nella moneta legale in assenza di stimoli all’attività economica. Ma Weidmann lo definisce «uno strumento pericoloso», che offuscherebbe completamente i confini fra politica monetaria e politica fiscale. Forse il miglior motivo per tifare Helicopter Money?