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Hamilton e Vettel contro le leggi omofobe di Orban. “Inaccettabile e codardo”

I due campioni di Formula Uno, a Budapest per il Gran Premio di Ungheria, hanno anche indossato scarpe arcobaleno a sostegno della comunità Lgbtq+

Lewis Hamilton non le manda a dire, come al solito. E, in occasione del Gran Premio di Formula 1 che si terrà questo fine settimana a Budapest (Ungheria), non si è trattenuto dall’esprimere tutta la sua rabbia contro la legge, da lui definita “anti-LGBT”, del premier ungherese Viktor Orban e già condannata duramente dall’Unione europea. Dopo essersi presentato in conferenza stampa con un paio di scarpe arcobaleno, il campione del mondo in carica ha scritto un post su Instagram nel quale esprime il proprio “sostegno per le persone colpite dalla legge anti-LGBTQ del governo”.

“È inaccettabile, codardo e fuorviante per chi è al potere suggerire una legge del genere” ha proseguito Hamilton. “Tutti meritano di avere la libertà di essere se stessi, non importa chi amano o come si identificano. Esorto il popolo ungherese a votare nel prossimo referendum per proteggere i diritti della comunità LGBTQ+, hanno bisogno del nostro supporta più che mai. Per favore, mostra amore per chi ti circonda perché l’amore vincerà sempre inviandoti positività.”

Un messaggio bellissimo di solidarietà e impegno civile da parte del fuoriclasse inglese, da sempre impegnato anche fuori dai circuiti, a partire dalla battaglia contro ogni forma di razzismo e il suo esplicito e costante sostegno al movimento “Black lives matter” che si batte per i diritti degli afroamericani negli Stati Uniti e che si è diffuso negli ultimi anni in tutto il mondo. Ma Hamilton non è rimasto solo. A fargli eco ci ha pensato un’altra leggenda della Formula 1, quel Sebastian Vettel, ex ferrarista e quattro volte campione del mondo, che ha indossato, anch’egli, scarpe col simbolo della comunità Lgbtq+

“Trovo imbarazzante per un paese dell’Unione Europea votare leggi come questa” ha detto Vettel, che corre oggi per la scuderia Aston Martin. “Ognuno è libero di fare quello che vuole e questo è il punto. È sulla falsariga del vivi e lascia vivere. Non sta a noi fare la legge ma solo esprimere il sostegno a coloro che ne sono colpiti.”