Politica

La guerra tra Conte e Di Maio sui servizi

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Tra Luigi Di Maio e Giuseppe Conte è guerra: il problema è la delega ai servizi segreti che il MoVimento 5 Stelle rivendica per un suo uomo ma il presidente del Consiglio da quell’orecchio non pare sentirci molto. Racconta oggi Tommaso Ciriaco su Repubblica:

C’è una casella non negoziabile, nel governo di Giuseppe Conte: la delega ai Servizi. L’ha difesa quando all’Interno c’era Matteo Salvini e infuriava la battaglia sul “Russiagate”, figurarsi se la molla adesso. «La terrò io», ha sorriso ieri al Senato al ministro che gli chiedeva dei nuovi appetiti grillini per quell’incarico. Impermeabile alle sollecitazioni, il premier ha respinto l’assalto di qualche pasdaran, che chiedeva di consegnare un ruolo così delicato a Vito Crimi, il paladino della chiusura di Radio Radicale. E pure il pressing di Luigi Di Maio, che preferirebbe affidarla a un suo uomo. «La terrò io», ha sorriso di nuovo il premier.

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Proprio con Di Maio i rapporti continuano a essere tesi, per usare un eufemismo. Per non parlare di quelli con Riccardo Fraccaro, sentinella del capo 5S a Palazzo Chigi. A sera, filtra di un incontro chiarificatore tra Conte e l’ex ministro ai Rapporti con il Parlamento, concluso con una tregua armata. Quello che invece non riferiscono, è che prima di vedersi riconfermate le deleghe, Fraccaro aveva minacciato le dimissioni: «A queste condizioni, mi faccio da parte». Ma non si farà da parte, a differenza di Roberto Chieppa. Stufo degli assalti che arrivano dagli uomini di Di Maio, ha deciso di sfilarsi dalla corsa a sottosegretario a Palazzo Chigi, invece che trovarsi nel mezzo di una faida tra cinquestelle.

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