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Così Beppe Grillo salva Toninelli per il no alla Gronda

Di Maio spiega che è il Garante a coprire il ministro delle Infrastrutture, perché ha detto no all’infrastruttura genovese

toninelli ponte morandi ricostruzione - 2

Danilo Toninelli è in bilico: la Lega continua a chiedere la sua testa e anche nel MoVimento 5 Stelle non lo si guarda con grande simpatia. Ma Luigi Di Maio lo salva, per ora, per un motivo ben preciso: c’è Grillo che lo difende. E lo difende perché ha detto no alla Gronda di Genova, spiega oggi La Stampa in un articolo a firma di Ilario Lombardo:

Il capo politico, però, fa leva su una ragione particolare quando spiega di non poterlo toccare. E l’ha confessata ai più stretti collaboratori: «A Beppe va bene per come si sta comportando sulla Gronda, come faccio a chiedergli un passo indietro?». Il leader ieri gli ha ribadito la sua fiducia ed è costretto a farlo, a parte per la necessità di difendere d’ufficio un proprio uomo quando è sotto attacco della Lega, anche perché in questo momento a Di Maio Toninelli serve contro Autiostrade per l’Italia.

Dopo la debacle sulla Tav, gli copre il lato dei movimentisti più ostili. Ieri alle 19.30, è partita la lettera che dà il via libera all’Alta velocità, siglata da un dirigente del Mit dopo aver sentito la segreteria del presidente del Consiglio. Grazie a questo espediente il ministro ha potuto non apporre la sua firma ma non si è dimesso. Toninelli tra molti attivisti passa per essere un irriducibile, un martire «del sistema» perché si è battuto contro la Tav e perché continua sostenere la revoca della concessione ad Autostrade.

luigi di maio gronda

E così nella città del Ponte Morandi, a poco più di due settimane dal primo anniversario della tragedia, il destino del ministro si intreccia all’eterna contesa sulla Gronda. E’ la famosa bretella autostradale che da venti anni aspetta di essere costruita. Il progetto che accorcerebbe di gran lunga i tempi di percorrenza verso Milano prevede un lungo tunnel dentro la montagna. In questo modo si riuscirebbe a separare il traffico pesante da quello normale sul nodo di Genova. Il piano di costruzione è firmato proprio da Autostrade e i cantieri sono fermi da un anno, dai giorni del crollo del ponte, congelati per rispetto verso le vittime.

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