Politica

Beppe Grillo è arrabbiato con Di Maio

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Giuseppe Salvaggiulo sulla Stampa oggi racconta in un retroscena che Beppe Grillo è piuttosto arrabbiato con Luigi Di Maio per la piega che sta prendendo il governo Lega-M5S, soprattutto in relazione alle scelte ambientali del governo. Dai condoni edilizi per Ischia agli allentamenti dei vincoli per i fanghi alla diossina fino al voltafaccia su ILVAe TAP:

Su Taranto, Grillo si era espresso con un video intitolato «Che il cielo sopra l’Ilva diventi sempre più blu» e pubblicato il 7 giugno, all’indomani del voto di fiducia al governo Conte. Proponeva una «riconversione ecologica» dell’Ilva sul modello della Ruhr tedesca. Di Maio ha invece concluso la cessione dell’acciaieria ad ArcelorMittal. Quanto al gasdotto che finisce sulla costa pugliese, Grillo nel settembre 2014 aveva partecipato alla marcia No Tap da San Foca a Melendugno e davanti a 600 persone aveva proclamato: «Restiamo uniti in questa battaglia. La Tap non la faranno mai. Se qualcuno metterà l’esercito, noi metteremo il nostro». Il governo giallo-verde ha dato l’ok al gasdotto e schiera le forze dell’ordine a difesa del cantiere contro i manifestanti No Tap.

Anche la gestione della questione rifiuti ha contribuito a irritare Grillo. Dall’inerzia del ministero nel contrasto ai roghi degli impianti (uno ogni due giorni in tutta Italia, un’emergenza criminale senza precedenti) al blando impegno sul caso Roma. Su cui Grillo è costantemente informato data la sua consuetudine telefonica con Virginia Raggi, non inferiore a quella della sindaca con i ministri pentastellati. La situazione nella Capitale (precaria ben prima dell’incendio dell’altro giorno all’impianto sulla Salaria) viene affrontata da mesi con inconcludenti tavoli ministeriali. E in previsione del picco natalizio di produzione di immondizia, finora ci si sta limitando alla moral suasion. Come curare un paziente in fin di vita con una tisana alle erbe.

m5s grillo di maio

Beppe è arrabbiato anche per la scelta di Costa come ministro dell’Ambiente:

Dal capo di gabinetto Petrillo al capo segreteria Mamone Capria. Tutti, come Costa e Spadafora, ex collaboratori di Alfonso Pecoraro Scanio, quando l’ex leader dei Verdi era ministro. Dell’Agricoltura nel 2000 e dell’Ambiente nel 2007, all’epoca dell’infausta emergenza rifiuti in Campania. Ecco, il fondatore si chiede se sia accettabile per il Movimento la delega della politica ambientale a una «filiera campana» che con il suo Dna ha poco a che fare.

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