Politica

La maggioranza è al mare, il governo va sotto sull’ingiusta detenzione

Battuta alla Camera per due voti di scarto nella votazione segreta su un emendamento al disegno di legge sull’ingiusta detenzione. Morani: «Preferiscono il mare al lavoro in Aula»

maggioranza balneare

La maggioranza è stata battuta alla Camera per due voti di scarto nella votazione segreta su un emendamento al disegno di legge sull’ingiusta detenzione, che è all’esame dell’Aula. L’emendamento, presentato dal deputato di Forza Italia Enrico Costa e riguardante il risarcimento che può chiedere un imputato una volta assolto anche se inizialmente si era avvalso della facoltà di non rispondere, ha avuto 242 voti favorevoli e 240 contrari.

La maggioranza è al mare, il governo va sotto sull’ingiusta detenzione

Alessia Morani, su Twitter, segnala che ci sono molti assenti tra i banchi della maggioranza perché “probabilmente preferiscono il mare al lavoro in aula”. L’emendamento di Forza Italia era stato sottoscritto anche dal Pd, con la firma di Carmelo Miceli. “E in seguito la sospensione dell’aula è stato accolta per soli sette voti”, sottolinea ancora la Morani.

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Il relatore Pierantonio Zanettin aveva dato parere negativo qualora il presentatore, l’azzurro Enrico Costa, non acconsentisse all’invito al ritiro della proposta di modifica. Il governo aveva espresso parere conforme al relatore. Il testo dell’emendamento approvato recita: “Ai fini dell’accertamento della sussistenza della condizione ostativa del dolo o della colpa grave, non può assumere rilievo il fatto che l’indagato si sia avvalso della facolta’ di non rispondere in sede di interrogatorio”. L’emendamento modifica cosi’ il testo della proposta di legge che va a modificare gli articoli 314 e 315 del codice di procedura penale, in materia di riparazione per ingiusta detenzione ai fini della valutazione disciplinare dei magistrati. L’esito della votazione e’ stato accolto da un lungo applauso non solo di Forza Italia ma anche di altri gruppi di opposizione. Renato Brunetta spiega il contenuto dell’emendamento: “La norma dice che avvalersi della facoltà di non rispondere è un diritto e non inficia il diritto ad avere un risarcimento”. In precedenza “una volta che l’imputato era stato assolto e aveva chiesto il risarcimento, il risarcimento non veniva dato perché l’imputato nella fase iniziale si era avvalso della facoltà di non rispondere”.

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