Politica

I “successi” del Governo del cambiamento sulla mobilità sostenibile? Merito del PD

Nell’immenso caos che è diventata la legge di Bilancio 2019 spuntano anche due provvedimenti che introducono la sperimentazione della circolazione su strada degli hoverboard e istituiscono il Fondo per le “autostrade ciclabili” (altrimenti dette ciclovie). Toninelli li presenta come due vittorie del Governo, ma sono emendamenti scritti da due senatori del Partito Democratico

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Il governo del Cambiamento guarda al futuro. E il futuro è la mobilità elettrica e sostenibile. Come annunciato dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli nella manovra di Bilancio 2019 entrano due provvedimenti a sostegno di micromobilità elettrica e piste ciclabili, che però contrariamente a quanto farebbero pensare i proclami ambientalisti del governo provengono dall’opposizione. Il primo, fortemente voluto dal deputato PD Luciano Nobili, è quello che autorizza la sperimentazione della circolazione stradale per hoverboard, segway e monopattini elettrici.

Hoverboard, monopattini e “autostrade ciclabili”

Al comma 61 dell’articolo 1 della legge di Bilancio si legge che “al fine di sostenere la diffusione della micromobilità elettrica” verrà autorizzata la sperimentazione dei veicoli per la mobilità personale a propulsione prevalentemente elettrica. Il tutto però sarà regolato da un decreto del ministero retto da Toninelli che dovrà definire le modalità operative della sperimentazione. Insomma per ora meglio non gettarsi in strada con l’hoverboard per arrivare in orario a lavoro e per prudenza è consigliabile lasciare nel cassetto i sogni di spostarsi come in Ritorno al Futuro 2.

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Ma la forza futurista del governo gialloverde non si ferma certo qui. Al comma 104 del maxiemendamento alla legge di bilancio viene istituito il Fondo per le autostrade ciclabili con una dotazione pari a 2 milioni di euro. Anche in questo caso si tratta di una proposta avanzata da un senatore del Partito Democratico, Eugenio Cominciniche aveva chiesto di stanziare 200 milioni in uno specifico fondo per la realizzazione delle nuove infrastrutture ciclabili. Anche qui si attende un decreto del Ministero delle Infrastrutture che definisca le modalità di erogazione delle risorse.

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Il termine “autostrade ciclabili” è improprio, sarebbe meglio chiamarle ciclovie, come si fa in tutto il resto d’Europa. Almeno così si eviterebbero certe figure come quella del deputato di Forza Italia Giorgio Mulè che dopo aver scoperto che il governo ha deciso di inserire l’emendamento Comincini – senza discussione – all’interno della legge di Bilancio ha dichiarato «in perfetta coerenza con la missione di riportare il Paese alla preistoria il governo ha deciso di avviare la progettazione di “autostrade ciclabili”. Non è una battuta ma ciò che prevede il comma 104 della legge di bilancio. Dunque no alla Tav, no alle grandi opere, si ai tagli alle pensioni e alle associazioni di volontariato ma milioni di euro per progettare le “autostrade ciclabili”. Dunque si potrà andare da Torino a Lione su comode biciclette, da Reggio Calabria a Bari su velocipedi con una sola avvertenza: si potrà viaggiare solo nei giorni di tiepido sole». Oppure quella dell’onorevole Davide Gariglio (PD) che ieri in Commissione Bilancio alla Camera tra le numerose criticità della  manovra rilevava il “finanziamento alle inesistenti autostrade ciclabili“. Che però è frutto della proposta di un suo compagno di partito.

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Poco male, non essendoci stata alcuna discussione sugli emendamenti è difficile tenere traccia di quello che è finito nel maxiemendamento. E del resto prima di Natale è stato lo stesso Toninelli a presentare le due misure tra i provvedimenti salienti della Manovra del popolo scritta dall’avvocato Giuseppe Conte. Con l’aiuto del Partito Democratico.

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