La macchina del funky

Gli impresentabili e i fantasmi nelle liste M5S

orietta berti luigi di maio 1

Ilario Lombardo sulla Stampa di oggi ci racconta come si sta preparando il MoVimento 5 Stelle al meraviglioso rito delle Parlamentarie, di cui abbiamo avuto un’anticipazione ieri grazie ai video di presentazione. Com’era facilmente prevedibile, la decisione, da parte di Luigi Di Maio, di aprire le liste a chiunque ha creato non pochi problemi a chi ha dovuto selezionare le candidature:

«Ci sono gli impresentabili e quelli che abbiamo chiamato i “fantasmi”. I fantasmi sono coloro di cui non c’è traccia sul web o sono gli opportunisti che mai hanno avuto a che fare con il M5S e vogliono usarlo come un taxi. Neanche un’interazione da Facebook o da Twitter con il blog di Grillo o il sito ilblogdellestelle.it. Formalmente non abbiamo potuto escluderli».
Quanti erano? «Su 15 mila autocandidature circa il 20%». Per varcare le inaccessibili e oscure procedure di selezione dei candidati 5 Stelle organizzate dalla Casaleggio Associati, abbiamo ottenuto l’aiuto di una fonte dello staff parlamentare, che ha lavorato su tre regioni italiane, passando in rassegna circa 700 candidature. «Di queste ne abbiamo respinte un centinaio» spiega.

loredana lupo
L’annuncio di Loredana Lupo: non mi candido più, c’è chi vede nel M5S un centro per l’impiego

La Stampa sostiene che alle primarie di oggi parteciperanno i sopravvissuti della triplice scrematura avviata dopo la chiusura delle autocandidature di inizio gennaio.

L’incredibile mole di nomi e curriculum è passata prima dalle mani della Casaleggio che ha analizzato i certificati penali, poi da quelle dei collaboratori parlamentari che hanno diviso le liste per regione. «L’ultimo passaggio c’è stato oggi (ieri, ndr), alla Casaleggio, con un gruppo di legali». Davide Casaleggio, spiega la fonte, «non darà i nomi degli esclusi, ma solo le percentuali. Siamo sicuri che appena usciranno le liste ci saranno un botto di polemiche. Per questo hanno chiesto di farci trovare pronti fino a domani. Ci hanno detto “Saranno due giorni di fuoco”. Molti non sono riusciti a candidarsi perché la piattaforma Rousseau è andata in tilt il 3 gennaio. Chiederanno spiegazioni e non avranno risposte».

E magari poi passeranno alle vie legali.

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