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Gli audio delle telefonate del Russiagate

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Il caso Savoini è a un punto di svolta: il Fatto Quotidiano scrive oggi che i pubblici ministeri che indagano sono in possesso delle registrazioni audio di alcune telefonate di Gianluca Meranda, l’avvocato d’affari che faceva parte della trojka in trattativa all’Hotel Metropol. Il professionista aveva infatti l’abitudine di registrare le conversazioni e queste sono rimaste nel suo cellulare sequestrato:

I magistrati di Milano, che indagano per corruzione internazionale, stanno studiando i contenuti dei cellulari sequestrati nel luglio scorso. Si tratta degli smartphone in uso ai tre indagati dell’indagine: Gianluca Savoini, ex portavoce di Salvini, nonché uomo della Lega per i rapporti con la Russia, Gianluca Meranda, avvocato d’affari, ex massone e Francesco Vannucci, toscano, consulente bancario, ex politico locale del Pd. Ma è soprattutto su Meranda che si concentra l’attenzione dei magistrati. Il professionista, già consulente della banca d’affari londinese Euro-Ib e per questo, emerge dall’inchiesta, in contatto con Eni, aveva l’abitudine, secondo i pm, di registrare le telefonate.

Il dato non è di poco conto. I file scaricati e poi trascritti sono molti. I magistrati li stanno ascoltando.Quale sia il contenuto, al momento, resta un omissis. Quale interlocutore ha registrato Meranda? Anche Salvini? Al momento il capo della Lega non è indagato. Di certo, però, il 17 ottobre 2018, il giorno prima del Metropol, Salvini era a Mosca per un convegno organizzato da Confindustria Russia. Lo stesso giorno vedrà il suo omologo russo, Dimitry Kozak, con deleghe per l’energia. L’incontro dell’ex capo del Viminale, non annotato nell’agenda ufficiale, si tiene nello studio dell’avvocato Vladimir Pligin, professionista vicino a Putin.

gianluca meranda

Che l’avvocato d’affari registrasse le telefonate è un dato in mano ai pm, che sia stato lui a registrare la conversazione del Metropol resta solo una ipotesi. Di certo nel suo cellulare i magistrati hanno trovato la fotografia di un foglio sul quale è scritto l’accordo per far arrivare i soldi alla Lega. Il dato viene rilevato dal tribunale del Riesame che il 30 settembre ha confermato la bontà dell’azione della Procura nel richiedere il sequestro dei cellulari. Posizione poi ribadita lo scorso dicembre dalla Cassazione.

E se da un lato si studiano con attenzione le telefonate registrate da Meranda, dall’altro, negli uffici della Procura ieri sera è stata sentita come testimone una donna di origine russa. L’interrogatorio, durato un paio d’ore con l’aiuto di un interprete, è stato subito secretato.

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