Politica

Saranno “onorevoli” per sempre: il commiato di Conte ai parlamentari M5S che non potranno ricandidarsi

Il presidente pentastellato ha voluto ringraziare quei 49 esponenti che sono giunti alla fine della loro esperienza politica dopo la decisione di non offrire deroghe a nessuno

Giuseppe Conte Movimento 5 Stelle

Alla fine ha prevalso la linea di Beppe Grillo: non ci sarà nessuna deroga al regolamento interno del MoVimento 5 Stelle. Chi completerà, con la fine anticipata di questa legislatura, il proprio doppio mandato non potrà ricandidarsi (con i pentastellati). Anche alcuni fedelissimi di Giuseppe Conte, dunque, non potranno far parte delle liste elettorali in vista del voto del 25 settembre. Uomini e donne che hanno fatto la storia del M5S in questi quattro anni in cui quel partito nato dal basso ha avuto in mano le redini del Paese dopo aver ottenuto un clamoroso successo nel 2018.

Conte saluta i parlamentari M5S tagliati fuori dal vincolo del doppio mandato

E proprio il Presidente del MoVimento, Giuseppe Conte, ha voluto ringraziare tutti coloro i quali saranno costretti a sparire dai radar della prossima tornata elettorale:

“Alle prossime elezioni politiche non troverete, tra i candidati del M5S, chi ha già svolto due mandati. Non cambia, quindi, la regola che il Movimento si è imposto dalla prima ora come forma di garanzia affinché gli eletti possano dedicarsi al bene del Paese, senza lasciarsi distrarre dai propri destini personali.
Il mio pensiero è oggi rivolto a tutti coloro che nel corso dei due mandati hanno lottato contro tutto e tutti per vincere le battaglie del M5S. Sono partiti dai banchetti nelle loro città per chiedere giustizia sociale, legalità, tutela ambientale. Hanno sopportato sacrifici e subito attacchi e offese di ogni tipo per portare a termine gli impegni assunti con i cittadini: il reddito di cittadinanza, la legge anticorruzione, il decreto dignità, il superbonus che abbatte l’inquinamento e rilancia l’economia, il taglio dei parlamentari e dei privilegi della politica. E tante altre misure”.

Conte, dunque, ha voluto ripercorrere alcune delle storiche battaglie pentastellate in questi anni e i protagonisti. Tra di loro, anche se non citati esplicitamente, ci sono Vito Crimi, Paola Taverna, Alfonso Bonafede, Danilo Toninelli, Riccardo Fraccaro, Federico D’Incà, Claudio Cominardi e Nunzia Catalfo. In totale, però, sono ben 49 i parlamentari che smetteranno di essere attori politici. Secondo il Presidente pentastellato, però, ci sono etichette che la storia non potrà cancellare:

“Lasciando il seggio non potranno più fregiarsi del titolo formale di “onorevoli”. Ma per noi, per la parte sana del Paese, saranno più che “onorevoli”.
Onorevoli per sempre. Come un segno indelebile sulla propria pelle. Perché, sempre secondo Conte, questi personaggi hanno fatto la storia del suo partito e lasciato grandi insegnamenti che saranno validi anche in futuro:
“Il patrimonio di competenze ed esperienze con loro maturate non andrà disperso. Continueranno a portare avanti, insieme a noi, le battaglie del Movimento. Abbiamo bisogno della loro esperienza, della loro competenza, della loro inguaribile passione”.
Il finale di questo post di commiato è polemico. Nessun riferimento al botta e risposta con Beppe Grillo proprio sul tema delle deroghe, ma un ritorno su quel che è accaduto solo pochi giorni fa. Prima alla Camera e poi al Senato.

“Ci hanno spinto fuori dal Palazzo. E lo hanno fatto con astuzia, tentando pure di attribuircene la colpa”.