La macchina del funky

Il mistero di Giulia Sarti «truffata da un suo collaboratore» sui rimborsi

giulia sarti rimborsopoli m5s

Giulia Sarti non aggiorna la sua pagina Facebook dall’11 febbraio, è stata nominata nell’elenco delle Iene sui parlamentari che non hanno donato la quota giusta al fondo del microcredito ma non era nella lista letta ieri da Di Maio, il quale ha però detto che i nomi sono provvisori. Capolista in Emilia Romagna è scomparsa dalla circolazione dopo essersi accorta che dalle sue restituzioni mancherebbero intorno ai 20 mila euro. Scrive Federico Capurso sulla Stampa:

«Sembra che sia stata truffata dalla persona a cui affidava l’incarico di effettuare i bonifici»: è la notizia arrivata ai vertici del Movimento. «Lei ha promesso di denunciarla domani mattina (oggi, ndr). Se questo avverrà, per noi può restare». Anche la senatrice Bulgarelli avrebbe incolpato il comportamento fraudolento di un suo collaboratore, ma per l’ammontare della somma sottratta (43 mila euro) e forse anche per essere considerata una dissidente interna, si è deciso di mandarla senza troppi fronzoli sul patibolo.

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Per il Fatto il destino della Sarti sarebbe deciso: è quasi salva.

Ma la riminese Sarti, in passato molto vicina all’ex 5Stelle Federico Pizzarotti, si è difesa con le unghie. E ha spiegato i mancati versamenti con una truffa, subìta da una persona che di fatto le avrebbe sottratto onli ne i suoi versamenti. Di Maio e i suoi si sono presi altro tempo per decidere. Anche perché sarebbe complicato escludere una capolista che proprio il candidato premier ha voluto anche nel collegio uninominale.

Anche Barbara Lezzi resterà nel MoVimento perché la sua versione sul mancato bonifico che risale ad anni prima è stata giudicata credibile.