Politica

Giorgia Meloni oggi dice che non si doveva fare il lockdown nazionale. Il 10 marzo annuiva a Salvini che lo chiedeva

Oggi in un’intervista a La Verità critica la scelta del lockdown. Il 10 marzo lo chiedeva insieme a Salvini e Tajani

In una pregevole intervista rilasciata oggi a La Verità Giorgia Meloni sostiene che il lockdown del governo Conte era ingiustificato:

ll governo ha diffuso i verbali del Comitato tecnico scientifico sulla gestione dell’epidemia. Ma restano molte ombre.
«Dalla pubblicazione degli atti emerge che il lockdown dell’intera nazione era ingiustificato. Fratelli d’Italia già lo scorso aprile chiedeva di circoscriverlo alle sole zone rosse e di riaprire le scuole. Non siamo stati ascoltati. E non c’è da stupirsi visto che il premier Conte, a quanto pare, non ascoltava nemmeno gli esperti. Ma c’è un’altra considerazione da fare».

Quale?
«Da quelle carte si comprende che non vi sono evidenze scientifiche per chiedere la proroga dello stato d’emergenza. Giuseppe Conte l’ha fortemente voluta non per tutelare la salute degli italiani, ma per la salute del governo. Cioè per continuare ad avere le mani libere».

Si riferisce, da ultimo, alla proroga dei vertici dei servizi?
«Una decisione folle, presa ancora una volta in solitaria, senza informare nessuno. Evidentemente il governo non vuole rinunciare al potere enorme concesso dallo stato d’emergenza, e forse neanche alla paura che quell’emergenza crea tra i cittadini. Perché, quando non ci sarà più la paura a dare una mano a Conte, resterà solo l’inconcludenza, sua e dei suoi soci. L’ho detto e lo ripeto: ci troviamo di fronte a una deriva liberticida. Siamo gli unici in Europa a prorogare l’emergenza: e pensare che a sinistra se la prendevano con Orbán».

Nel video che vedete qui sopra invece potete ammirare Meloni che con Matteo Salvini e Antonio Tajani chiede il lockdown totale: «Ci hanno detto – racconta Salvini – vi faremo sapere. Noi stiamo dimostrando responsabilità, voglia di dialogo e compattezza. Non sono contento di quello che ho sentito, non ci sono tempi certi per l’economia e non si rendono conto dell’emergenza sanitaria». E lei faceva sì con la testa.

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