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Giorgia Meloni è la preferita di Donald Trump (e Steve Bannon)

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Nell’universo sovranista italiano si offusca la stella di Matteo Salvini mentre splende sempre di più quella di Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia, ritratta con  Steve Bannon, 66 anni, in occasione dell’intervento dell’ex stratega di Donald Trump ad Atreju, la festa di Fratelli d’Italia, nel 2018, in quella circostanza la leader di Fdi annunciò l’adesione del suo partito a “The Movement”, il “movimento populista mondiale” di Bannon. E ora, scrive Claudio Tito su Repubblica, si avvicina agli USA:

Donald Trump scende in campo. Non solo negli States per la corsa al secondo mandato presidenziale. Ma anche in Italia. Ovviamente non in prima persona, ma per interposta leadership. Il suo passo, infatti, sta tastando anche il nostro terreno in vista di eventuali elezioni anticipate. E le sue scelte sono state già compiute. La preferenza rimane nel perimetro cosiddetto “sovranista”. Il favore, però, non è per Matteo Salvini bensì per Giorgia Meloni.

Che ci fosse del feeling tra l’universo “trumpiano” che si muove nel nostro Paese e la capa di Fratelli d’Italia, lo si era capito. Ma due settimane fa, per la precisione nel tardo pomeriggio di martedì 12 novembre, è accaduto qualcosa di più: è stata invitata dall’ambasciatore statunitense a Roma, Lewis Eisenberg, ad un incontro super riservato. Il faccia a faccia si è svolto nella residenza del diplomatico Usa, Villa Taverna. L’esito del colloquio è stato tanto pragmatico quanto fondamentale per il partito in ascesa della destra postmissina: l’amministrazione di Washington trasmette il suo apprezzamento. Al punto da rendersi disponibile a collaborare per un nuovo viaggio negli Stati Uniti della Meloni all’inizio del 2020.

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Una missione organizzata per farle varcare i cancelli della Casa Bianca per parlare direttamente con Trump o in alternativa con il vicepresidente Pence. L’agenda e le date sono ancora definire. Nelle intenzioni della presidente di Fdi ci sarebbe anche il tentativo di fare conoscenza, nella stessa occasione, con i pezzi forti del Grand Old Party, ossia del Partito Repubblicano.

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