Economia

Giancarlo Giorgetti e la clamorosa coerenza della Lega sull’euro

giancarlo giorgetti matteo salvini

Oggi Giancarlo Giorgetti, capogruppo e vicesegretario della Lega, rilascia un’intervista a Carmelo Lopapa di Repubblica in cui spiega che c’è un equivoco, signori, la Lega è stata oggetto di una campagna di stampa con “allarmi strumentali” sulle sue posizioni riguardo l’euro. Giorgetti assicura all’intervistatore che se la strategia del governo fosse stata quella che portava all’uscita dall’euro lui non l’avrebbe sostenuta perché il capogruppo del Carroccio è per una critica all’Europa, sì, ma senza eccessi.

«Io non credo che il mio nome sia mai stato fatto dal Colle per l’Economia. Forse il presidente ha tracciato un identikit che è stato liberamente interpretato, ma non mi risulta».

Ha condiviso la soluzione “Savona o morte” di Salvini?
«Il professor Savona rappresenta il dna di questo governo. E vorrei spazzare via il campo dagli equivoci. Se la strategia fosse stata quella che portava all’uscita dall’euro, io non l’avrei sostenuta, né avrei condiviso il contratto che lo prevedesse».

A dire il vero gli scritti e le dichiarazioni dell’economista non lasciano margini di incertezza.
«Qui sta l’errore. È un falso che fossimo pronti a uscire dall’Euro. Non avevamo alcun piano B. Allarmi strumentali. Io per primo sono sempre stato per una critica all’Europa, ma senza eccessi».

Chiaro, chiarissimo. Si vede proprio che Giancarlo Giorgetti è la mente della Lega. E giusto per chiarire che Giorgetti non è mai stato uno cattivo e ha sempre criticato l’Europa “senza eccessi” si può andare a rileggere quello che ha scritto dieci mesi fa (non dieci anni fa, dieci mesi fa) in un articolo pubblicato su Il Populista, organo web della Lega Nord:

giancarlo giorgetti

L’articolo, spiegano lo stesso Giorgetti e Claudio borghi Aquilini, ovvero responsabile politica estera e politica economica Lega Nord, sosteneva che su UE ed euro “la nostra posizione, democraticamente discussa e approvata a maggio all’ultimo Congresso di Parma con due nostre mozioni, è chiarissima, scritta e coerente da sempre. La riepiloghiamo in due righe per chi non avesse voglia di leggere i nostri documenti e per chi, magari, fa finta di non capire”. E qual è la posizione, secondo quanto scrivevano i due? Questa:

Gli altri Stati Europei sono partner naturali e fondamentali per l’Italia ma l’Unione Europea dopo Maastricht è diventata un mostro che danneggia tutti e soprattutto noi. Quindi noi vogliamo riscrivere tutti i trattati con l’obiettivo di tornare allo status di cooperazione pre-Maastricht che ha imposto moneta, parametri inventati di finanza pubblica e che col fiscal compact è diventato ancora più assurdo. Pensiamo che uno smantellamento controllato e concordato di Euro e trattati capestro sia nell’interesse di tutti. Se però dovessero dirci di no, non ci faremo umiliare come invece capita al Pd in ogni situazione, vedi beffa dei migranti.

Tutto chiaro quello che pensava dieci mesi fa il “moderato” Giorgetti che non ha mai cambiato idea, no? Senza eccessi, l’Unione Europea è un mostro e, sempre senza eccessi per carità, l’euro bisogna smantellarlo; se ci dicono di no, non abbasseremo la testa (e che significa? Se sei per la modifica dei trattati e la modifica viene bocciata che fai? Mica abbandonerai l’euro unilateralmente, no?). E speriamo che adesso sia chiaro a tutti quello che a Mattarella forse è stato ben chiaro fin dall’inizio.

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