Opinioni

E Gentiloni alla fine rimanda lo ius soli (a chissà quando)

Il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni rimanda la legge sullo ius soli, dopo che nella maggioranza gli alfaniani avevano cominciato a sfilarsi con il ministro della Famiglia Enrico Costa a minacciare le dimissioni. La nota di Gentiloni:

“Tenendo conto delle scadenze urgenti non rinviabili in calendario al Senato e delle difficoltà emerse in alcuni settori della maggioranza non ritengo ci siano le condizioni per approvare il ddl sulla cittadinanza ai minori stranieri nati in Italia prima della pausa estiva. Si tratta comunque di una legge giusta. L’impegno mio personale e del governo per approvarla in autunno rimane”.

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Quasi l’intera squadra di Ap a Palazzo Madama (tranne sei) aveva annunciato che avrebbe votato contro o comunque sarebbe uscita dall’aula. Stessa linea per gli autonomisti che finora hanno sempre votato con la maggioranza. I numeri, già precari in quel ramo del Parlamento, sul diritto di cittadinanza sono spariti. Fabrizio Cicchitto, Ap, che pure sostiene la riforma, aveva invitato nei giorni scorsi sulla Stampa alla «ragionevolezza». Ossia al rinvio. «È certamente sbagliata la forzatura sui tempi sull’approvazione dello ius soli. A meno che non ci sia il calcolo di provocare difficoltà al governo, saggezza vuole che il tema venga affrontato prendendosi gli spazi necessari». E infatti si registra subito la soddisfazione di Alfano: “Su questo provvedimento abbiamo già detto “Sì” alla Camera e lo stesso faremo al Senato dove una discussione più serena permetterà di migliorare il testo, senza che il dibattito si mescoli alla faticosa gestione dell’emergenza di questi giorni”. Ma se si cambia il testo ci sarà bisogno di una nuova lettura alla Camera, con la legislatura alla conclusione. Insomma, Gentiloni ufficialmente rimanda. Ufficiosamente dovrebbe dirci perché aspettare fino all’autunno visto che nulla cambierà. Hanno vinto Salvini e Meloni e tutti i propalatori di bufale sullo ius soli.

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