Economia

Cosa ha deciso il Garante della Privacy sulla fattura elettronica

Memorizzazione solo per le informazioni fiscali da parte dell’Agenzia delle Entrate. Il periodo transitorio durerà fino al 2 luglio 2019 per il completo adeguamento

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Il Garante della Privacy “salva” la fattura elettronica ma dispone che l’Agenzia delle Entrate non abbia una banca dati delle fatture e che siano memorizzati solo i dati fiscali necessari per i controlli automatizzati, mentre decide che le prestazioni sanitarie non avranno fatturazione elettronica. Così l’intervento dell’Autorità da l’ok finale alla fatturazione elettronica deludendo chi si aspettava uno stop dell’ultimo minuto che però, a conti fatti, sarebbe costato due miliardi di coperture in meno nella Legge di Bilancio.

Cosa ha deciso il Garante della Privacy sulla fattura elettronica

L’Agenzia delle Entrate potrà archiviare le fatture solo su richiesta dei contribuenti che avranno necessità di consultarle, ha deciso il Garante per la privacy, preso atto delle modifiche apportate all’impianto originario della fatturazione elettronica e delle rassicurazioni fornite dall’Agenzia, ha individuato i presupposti e le condizioni perché si possa avviare dal primo gennaio 2019 i trattamenti di dati connessi al nuovo obbligo.

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Fattura elettronica, come funziona in Europa (Il Giornale, 12 dicembre 2018)

Nelle settimane scorse era stato costituito un tavolo tecnico con Agenzia delle Entrate e MEF per esaminare le criticità rilevate dal Garante. L’Agenzia, secondo la prima normativa, avrebbe archiviato integralmente tutti i file delle fatture elettroniche (2,1 miliardi nel 2017) che contengono informazioni di dettaglio su beni e servizi acquistati, abitudini e tipologie di consumo, servizi energetici, tlc o trasporto (come ad esempio la regolarità nei pagamenti, i pedaggi autostradali, i biglietti aerei, i pernottamenti) o prestazioni legali ( come ad esempio il numero di un procedimento penale) o sanitarie (come ad esempio un percorso diagnostico neuropsichiatrico infantile).

Il nuovo sistema di e-fattura

Il nuovo sistema di e-fattura prevede invece che l’Agenzia si limiti a memorizzare i dati fiscali per i controlli automatizzati (come le incongruenze tra dati dichiarati e quelli a disposizione dell’Agenzia). Dopo il periodo transitorio indispensabile a modificare il sistema, nuovi servizi di consultazione delle fatture saranno resi disponibili solo su specifica richiesta del contribuente. In più, i soggetti che erogano prestazioni sanitarie non dovranno emettere fattura elettronica. Il Garante, con l’istituto dell’avvertimento, ha messo in guardia tutti gli operatori di possibili sanzioni. Ulteriori sforzi sono richiesti all’Agenzia per minimizzare i dati da memorizzare e per conformarsi agli obblighi di trasparenza e correttezza riguardo ai controlli fiscali. Una nuova valutazione d’impatto dovrà essere prodotta entro il 15 aprile 2019.

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Fattura elettronica, chi è esonerato (Libero, 12 dicembre 2018)

Infine, spiega oggi Il Sole 24 Ore, è stato affrontato il problema del ruolo degli intermediari. Con il provvedimento di metà novembre l’Authority aveva richiamato l’attenzione sull’articolato sistema di deleghe delineato dalle Entrate per consentire agli intermediari e ad altri soggetti di inviare, ricevere e conservare le e-fatture. Il tavolo di lavoro ha chiarito che chi riceve dal contribuente la delega per gestire le fatture elettroniche ha anche obblighi di protezione dei dati, poiché si configura – ai sensi della normativa sulla privacy – come responsabile o sub-responsabile del trattamento. In tal senso, il Garante ha ravvisato la non conformità al Gdpr di alcune clausole contrattuali di alcune società di software gestionali, che si riservano la possibilità anche di elaborare e utilizzare i dati delle fatture su base aggregata e previa anonimizzazione. Operazioni che vanno al di là delle finalità perseguite dalla fatturazione elettronica e che devono essere valutate con attenzione.

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