Politica

Ancora fumata nera alla Camera nella seconda votazione, Pd: "Evitiamo altri giochini"

Asia Buconi|

Elezione Presidente della Repubblica, Parlamentari positivi

È andata a vuoto anche la seconda chiama alla Camera per la votazione del presidente. La seduta è stata sospesa e riprenderà alle 17, e sarà l’ultima per la giornata di oggi. La seconda fumata nera ha registrato 375 schede bianche. Tra i voti espressi 4 sono andati a Enrico Letta e 3 a Riccardo Molinari. Ettore Rosato, che sta presiedendo l’aula a Montecitorio, ha comunicato ai deputati l’elezione al Senato di Ignazio La Russa alla presidenza di palazzo Madama, annuncio seguito da lungo applauso dell’Aula.

La maggioranza richiesta alla Camera era dei due terzi dei componenti, cioè 259, calcolando tra i voti anche le schede bianche, la stessa richiesta anche per il prossimo scrutinio. Da domani sarà invece sufficiente la maggioranza assoluta dei voti, ossia 200 più 1.

Ancora fumata nera alla Camera. E se domani Forza Italia non vota, niente maggioranza (salvo sorprese)

Pallottoliere alla mano, se domani alla Camera Forza Italia non dovesse votare come ha fatto oggi al Senato, non ci sarebbe la maggioranza per eleggere il presidente a Montecitorio. Il candidato non è ancora ufficiale, si parla del leghista Riccardo Molinari. Questi i conti: la maggioranza alla Camera è a quota 237, di cui 45 sono i deputati forzisti. Sottraendo i voti del gruppo azzurro, ci si fermerebbe a 192. Sotto la soglia per eleggere il presidente.

Nel frattempo, il Pd ha fatto sapere che potrebbe indicare un nome per la votazione di domani. A quanto apprende l’Adnkronos, questa la valutazione che si sta facendo dopo quanto accaduto al Senato sulla questione dei franchi tiratori. Un modo per mettere il ‘timbro’ sui voti dem ed evitare che ci siano pezzi dell’opposizione pronti a manovre d’aula, sotto la ‘copertura’ della scheda bianca. “Il voto di oggi al Senato – ha twittato Enrico Letta – certifica tristemente che una parte dell’opposizione non aspetta altro che entrare in maggioranza”. Indicare un nome smonterebbe eventuali manovre analoghe. E’ il ragionamento che si fa in Transatlantico tra i deputati. “Così evitiamo altri giochini”.

”Per ora è andata bene, abbiamo vinto le elezioni, ottenuto il presidente del Senato con la Russa. Poi si voterà alla Camera e credo che non ci dovrebbero essere tante criticità. Quello che sarà proposto come presidente della Camera, lo voteremo”, questo invece il commento del capogruppo alla Camera di Fdi, Francesco Lollobrigida, parlando a Montecitorio.