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Fratelli d’Italia si difende sui due simpatizzanti finiti nell’inchiesta sui nazisti

giorgia meloni ilva

Ieri abbiamo raccontato la storia di Alessandro Piga e Claudio Testa, i due simpatizzanti di Fratelli d’Italia coinvolti nell’inchiesta sul Movimento Nazionalsocialista dei Lavoratori Italiani. Oggi  Massimiliano Iacobucci, responsabile regionale di FdI in Liguria, con il Secolo XIX nega il coinvolgimento del partito della Meloni: «Mio nonno era un militare patriota, finì a Dachau per aver difeso la libertà e l’Italia. Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni hanno gli stessi valori di quegli uomini : democrazia è libertà».

Nell’inchiesta “Ombre nere” oltre a Nucera, entrano anche due genovesi, Alessandro Piga, 65 anni, e Claudio Testa, 58. Ed è su questi due personaggi che Iacobucci si concentra perché, almeno su Facebook, Testa si professa simpatizzante di Fratelli d’Italia e contemporaneamente è in contatto con Francesca Rizzi, 36 anni, “Miss Hitler”, ideologa del “Partito nazionalsocialista italiano dei lavoratori”. Sia Testa che Piga girano nell’ambito di Fratelli d’Italia, partecipano ad alcune iniziative, ad un comizio di Giorgia Meloni e pure ad Atreju a Roma. Claudio Testa si fa anche fotografare con un dirigente di FdI, Beppe Aleo. «Non risultano iscritti al partito. Non gli si può negare di essere simpatizzanti, di seguire gli eventi, ma per Atreju il discorso è diverso: Atreju è di fatto il nostro congresso e ora voglio sapere se facevano parte o meno di una delegazione ufficiale». Iacobucci ne fa una questione di opportunità e attenzione «che per un dirigente di partito non sono poca cosa».

claudio testa

Già nelle prossime ore il responsabile regionale di Fratelli d’Italia chiederà conto al gruppo genovese dei contatti con Testa e Piga e della presenza dei due uomini, che nei giorni scorsi hanno subito perquisizioni nell’ambito dell’inchiesta “Ombre nere”, ad alcuni eventi organizzati dal partito in città.

«Non risultano iscritti al partito. Non gli si può negare di essere simpatizzanti, di seguire gli eventi, ma per Atreju il discorso è diverso: Atreju è di fatto il nostro congresso e ora voglio sapere se facevano parte o meno di una delegazione ufficiale». Iacobucci ne fa una questione di opportunità e attenzione «che per un dirigente di partito non sono poca cosa». «Nessun dirigente di FdI è un estremista, semmai può essere poco attento, ma il nostro compito deve proprio essere quello di creare dei filtri – aggiunge Iacobucci – la gente che si professa filo nazista, razzista o altro, deve stare lontano da noi. Sono delinquenti: se te li ritrovi ad un comizio, va bene; ma non devono essere al seguito dei nostri dirigenti».

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