Opinioni

Fratelli d'Italia e le scie (chimiche?) a Bologna

Il disagio subito dai cittadini del Navile a causa del rumore prodotto dai voli dell’aeroporto Marconi, manifestato con una petizione a cui hanno aderito circa 1.700 persone, diventa materia anche per la Procura: Fratelli d’Italia annuncia infatti l’intenzione di presentare un esposto su una delle centraline di rilevamento. Ma anche su non meglio precisate scie (chimiche?) “Sono pienamente solidale” con i cittadini, scrive in una nota Davide Nanni, dirigente provinciale di Fdi: “Di questo problema si parla già da diversi anni, ma l’attenzione dimostrata da aeroporto e Comune a giudicare dai fatti, finora, e’ stata piu’ per l’incremento del traffico aereo che per la salute dei bolognesi”. Questo mentre “anche il comitato Bolognina ascolta, tramite il suo presidente Gianluca Degan- continua Nanni- ha più volte evidenziato che gli aerei che passano a bassa quota emettono non solo un rumore davvero assordante, ma spesso appaiono anche delle scie nebulose al lato di un’ala”. Questo “fa pensare che in fase di atterraggio venga scaricato qualcosa sulla periferia della citta’”, scrive il dirigente di Fdi. Come notate, la parola “chimiche” non viene utilizzata ma la terminologia (“scaricano qualcosa…”) è tipica dei creduloni della bufala sulle scie chimiche.
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Non solo: “Il rilevamento dei dati non è completo”, perché “misteriosamente dal maggio 2008 mancano infatti i valori della centralina situata all’Arcoveggio”, aggiunge la nota. Secondo l’aeroporto, a causa “dell’ampliamento della sala Bingo che genera una superficie riflettente- continua Nanni- ma secondo l’impressione di molti, invece, la centralina non è funzionante”. E’ una cosa “gravissima”, dichiara Nanni: “Come è possibile avere una centralina spenta o comunque non funzionante per ben otto anni? Nessuno in aeroporto e Comune ha mai trovato la soluzione al problema in tutto questo tempo?”. A tal riguardo “io e Degan ci riserviamo di presentare un esposto alla Procura per accertare la veridicita’ dei fatti”, conclude la nota.