Attualità

Fratelli d'Italia e la foto-bufala sull'educazione gender

Lei si chiamava Leelah Alcorn, aveva 17 anni e la sua foto era stata scattata da Rose Morelli: si è uccisa a gennaio negli Stati Uniti perché i genitori non la accettavano e le imponevano una «terapia riparativa». Fratelli d’Italia ha utilizzato a Trento senza autorizzazione lo scatto per dire «No all’educazione gender nelle scuole» (inesistente) e veicolare bufale sul patto di corresponsabilità e le lezioni gender a scuola.  Prendendosela con l’«attivismo della associazioni gay, lesbiche e transessuali» e ritenuti colpevoli di «annullare il genere maschile e femminile sostenendo che uomini e donne sono uguali in tutto, a prescindere dal sesso biologico», come si legge nei volantini distribuiti nelle scuole della città. «Li denuncerò — dice da Bristol la fotografa al Corriere della Sera — hanno usato il mio lavoro senza autorizzazione e in un modo opposto a quello per cui era stata pensato: serviva a sostenere le persone transgender e tutta la comunità lgbt, non il contrario».

Leelah Alcorn rose morelli fratelli d'italia gender trento
Il volantino di Fratelli d’Italia sul Gender con Leelah Alcorn

FRATELLI D’ITALIA E LA BUFALA DELLA FOTO SULL’EDUCAZIONE GENDER
«Questi occhi tristi con il rimmel colato dal pianto, il rossetto sbavato, raccontano la storia di Leelah Alcorn, la storia vera di un ragazzo che voleva essere una ragazza. Questa foto però l’hanno usata quelli di Fratelli d’Italia per raccontare tutta un’altra storia, quella dell’ideologia del gender, l’ennesima storia che spaventa, che confonde, che mistifica la realtà», ha scritto Donatello Baldo di Arcigay che ha per primo denunciato l’iniziativa. «L’originale – scrive ancora Baldo – è un grido di dolore che ha scosso le coscienze di milioni di persone. La foto taroccata ora da Fratelli d’Italia è invece l’ennesimo insulto, distribuito nelle scuole e appiccicato ai muri di mezzo Trentino. Leelah si è uccisa il 28 dicembre 2014». Fratelli d’Italia in un comunicato si è difeso sostenendo che «la foto risulta essere diffusa in rete contrassegnata “per essere utilizzata” liberamente». La didascalia originale della foto dice: “This picture was taken in response to the suicide of Leelah Alcorn, the transgender teen forced through gender conversion therapy (Flickr/Rose Morelli Photography)”, e da qui si capisce l’equivoco in cui è caduto il partito della Meloni, che ha scambiato la “gender conversion therapy” con i messaggini sul gender che si mandano i genitori su Whatsapp in queste settimane in omaggio alla campagna “inventa il gender e salverai i bimbi”. Come la storia della catechista Lucia:
gender catechista lucia
 
FACCIO COSE, VEDO GENDER
La storia fa il paio, per cretineria, con quella dei comuni che combattono l’ideologia gender tramite cartelli stradali. A lanciare la moda è stato il comune di Prevalle, nel bresciano, dove l’amministrazione leghista guidata dal sindaco Amilcare Ziglioli ha deciso di adottare la proposta del capogruppoo della Lega in Consiglio Comunale Fabio Rolfi per lanciare un messaggio alla cittadinanza, proprio in vista dell’inizio della scuola. Come ha spiegato Ziglioli al Corriere dove il sindaco qualche giorno fa ha spiegato di: «aver già manifestato in passato di essere contro l’ideologia gender e visto che siamo vicini all’inizio della scuola, posso dire che a Prevalle non sarà assolutamente seguita la teoria gender che tanto piace a qualcuno». Capito? Se nelle scuole non verrà insegnato ai bimbi come masturbarsi (in questi ultimi quattro anni è successo da qualche parte?) sarà merito del cartello luminoso e non del fatto che non quella della masturbazione e dei corsi gender è una bufala. Sarebbe un po’ come scrivere che il Comune è de-vampirizzato. Nessuno potrebbe negare che l’assenza di vampiri sul territorio comunale è dovuta alla presenza della magica segnaletica. Certo, c’è il dettaglio che i vampiri non esistono. L’ultima trovata è quella di invitare tutti i genitori a firmare per il referendum contro la Legge Cirinnà.
marzia favero gender - 1
IL MIO NOME È LEGGENDER
Dopo gli inviti a non firmare il patto di corresponsabilità, a scrivere alla Ministro Stefania Giannini per chiederle di abrogare la Legge sulla Buona Scuola ora è finalmente il turno della Legge sulle unioni civili tra persone dello stesso sesso. Per quale motivo? Ovviamente perché la Cirinnà introduce il Gender nelle scuole.

PROTEGGI I TUOI FIGLI!!
***ENTRO IL 30 SETTEMBRE IN OGNI COMUNE MUNICIPIO VAI A FIRMARE PER ABROGARE LA LEGGE CIRINNA’ (ART 1,COMMA 16) CHE INTRODUCE IL GENDER NELLE SCUOLE****
BASTA CARTA IDENTITÀ E 1 FIRMA,TI PREGO

Succede però che a furia di vedere il Gender ovunque si faccia un po’ di fatica a notare due cose. La prima è che la Cirinnà non è ancora una legge, anzi è ferma da parecchio in Parlamento. La seconda è che non esiste un comma sedici del disegno di legge sulle unioni civili tra persone omosessuali. L’Articolo 1 del DDL infatti è questo:

1. Due persone dello stesso sesso costituiscono un’unione civile mediante dichiarazione di fronte all’ufficiale di stato civile ed alla presenza di due testimoni.
2. Presso gli uffici dello stato civile di ogni comune italiano è istituito il registro delle unioni civili tra persone dello stesso sesso.
3. Sono cause impeditive per la costituzione della unione civile tra persone dello stesso sesso:
a) la sussistenza di un vincolo matrimoniale o di un’unione civile tra persone dello stesso sesso;
b) la minore età salvo apposita autorizzazione del tribunale, per cui si procede conformemente a quanto previsto dall’articolo 84 del codice civile;
c) l’interdizione per infermità di mente; si applica il secondo comma dell’articolo 85 del codice civile;
d)la sussistenza delle ipotesi di cui ai commi primo, secondo e terzo dell’articolo 87 del codice civile; si applicano le disposizioni dell’articolo 87 codice civile;
e) la condanna di cui all’articolo 88 del codice civile; se è stato disposto soltanto rinvio a giudizio ovvero sottoposizione a misura cautelare per il delitto di cui all’articolo 88 del codice civile, la procedura per la costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è pronunziata sentenza di proscioglimento.
4. La sussistenza di una delle cause impeditive di cui al presente articolo comporta la nullità dell’unione civile tra persone dello stesso sesso. All’unione civile tra persone dello stesso sesso si applicano gli articoli 65 e 68 nonché le disposizioni della Sezione VI del Capo III del Titolo VI del Libro I del codice civile.
5. L’unione civile tra persone dello stesso sesso è certificata dal relativo documento attestante la costituzione dell’unione, che deve contenere i dati anagrafici delle parti, l’indicazione del loro regime patrimoniale e della loro residenza, oltre ai dati anagrafici e la residenza dei testimoni.
6. Mediante dichiarazione all’ufficiale di stato civile le parti possono stabilire il cognome dell’unione civile scegliendolo tra i loro cognomi. Lo stesso è conservato durante lo stato vedovile, fino a nuove nozze o al perfezionamento di nuova unione civile tra persone dello stesso sesso. La parte può anteporre o posporre allo stesso il proprio cognome, se diverso, facendone dichiarazione all’ufficiale di stato civile.

Insomma, i genitori che tanto si preoccupano che i loro figli possano essere indottrinati dall’ideologia gender sono i primi ad essere indottrinati. Il consiglio, per loro è un corso di aggiornamento di educazione civica, in modo da comprendere il funzionamento dell’istituto referendario. Nei commenti qualcuno lo fa notare ma ormai la macchina della raccolta firme è partita, immaginatevi la faccia degli impiegati comunali che si troveranno di fronte quelli che voglio assolutamente firmare contro il Gender.
cirinnà gender buona scuola lol
L’ignoranza è tale, e la bufala dell’ideologia gender talmente confusa che si è arrivati al punto di invitare a firmare contro una non meglio identificata “Legge Gender”:
marzia favero gender - 1
Speriamo che i fratelli e sorelle di buona volontà riescano a vincere la loro battaglia contro la Lobby Gay che ci vuole tutti vestiti di piume manco fossimo al Carnevale di Rio.

Vietate subito questa favola nelle scuole (credits: https://www.facebook.com/ilGender)
Vietate subito questa favola nelle scuole (credits: https://www.facebook.com/ilGender)