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Francia, il governo ritira la pensione a 64 anni

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Il governo francese ha annunciato il ritiro “provvisorio” dal progetto di legge per la riforma delle pensioni del punto che creava più problemi con i sindacati, l’instaurazione di un’età di equilibrio a 64 anni per ottenere la pensione a tasso pieno.

Il governo francese ritira la pensione a 64 anni

Il governo, si legge in una lettera del primo ministro francese Edouard Philippe inviata oggi alle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, è “disposto a ritirare” provvisoriamente l’età di equilibrio a 64 anni dal progetto di legge sulla riforma delle pensioni, pur mantenendo il principio di un’età di equilibrio. “Per dimostrare la mia fiducia nei confronti dei partner sociali – scrive Philippe ai leader sindacali – e non pregiudicare il risultato dei loro lavori sulle misure da adottare per raggiungere l’equilibrio 2027, sono disposto a ritirare dal progetto di legge la misura di breve termine che avevo proposto, consistente a convergere gradualmente a partire dal 2022 verso un’età di equilibrio di 64 anni nel 2027”.

“Per dimostrare la mia fiducia nelle parti sociali e per non pregiudicare l’esito del loro lavoro in merito alle misure da adottare per raggiungere un equilibrio nel 2027, sono pronto a ritirare dal disegno di legge la misura a breve termine che avevo proposto, che consiste nel convergere gradualmente dal 2022 verso un’età di equilibrio di 64 anni nel 2027”, scrive in particolare il capo del governo. Chiaramente, pur mantenendo il principio di un’età equilibrata, il governo sta ritirando temporaneamente uno dei punti più contestati dal progetto. Un tavolo sull’equilibrio e il finanziamento delle pensioni “rinvierà le sue conclusioni entro la fine di aprile 2020”, ha affermato il primo ministro Edouard Philippe. Questo programma consentirà di prendere in considerazione le conclusioni del tavolo prima del voto sul disegno di legge sulla riforma delle pensioni in seconda lettura. Il capo del governo propone inoltre che questo tavolo, richiesta dal CFDT, sia moderata da Jean-Jacques Marette, ex direttore generale di Agirc-Arrco.

Parigi a ferro e a fuoco per la manifestazione contro la riforma delle pensioni

L’annuncio arriva mentre si sono registrati oggi scontri a Parigi durante la nuova, la 38esima, giornata di protesta contro la riforma delle pensioni. Secondo quanto riporta il sito di Le Parisien, sono stati dati alle fiamme cassonetti della spazzatura e lanciati oggetti contro le forze dell’ordine che hanno risposto con il lancio di lacrimogeni. A scendere in piazza oggi sono stati, per il quinto giorno di seguito di protesta, i sindacati più oltranzisti.

Ma ad incrociare le braccia oggi anche gli orchestrali dell’Opera di Parigi, che con la riforma delle pensioni perderebbero molti dei loro privilegi, che si sono scusati con il pubblico per la cancellazione del concerto odierno, cosa successa anche nelle scorse settimane. Secondo le stime ufficiali oggi circa 452mila francesi sono tornati a protestare contro la riforma.

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