La macchina del funky

I tre grillini pronti a lasciare dopo l'affaire Farage-ALDE

grillo farage

Un capro espiatorio è già pronto. Francesco Calazzo, collaboratore di David Borrelli che ha condotto la trattativa poi abortita per l’entrata del MoVimento 5 Stelle nel gruppo dell’ALDE, è l’uomo di cui Nigel Farage ha chiesto la testa per perdonare Grillo e permettere ai grillini di tornare a fare gruppo con l’UKIP. Racconta il Corriere che la sua testa è stata chiesta esplicitamente dall’Ukip, con una condizione decisamente umiliante per i 5 Stelle. Meno grave la punizione per Borrelli, che perderà la copresidenza del gruppo. Ma a finire nel mirino dei parlamentari è Davide Casaleggio:

Alla vera prima prova da leader, il figlio di Gianroberto ne è uscito con le ossa rotte. Provocando più di un mugugno non soltanto nei peones, ma anche nel suo compagno d’avventura: Beppe Grillo. Il quale inizialmente non sarebbe stato favorevole all’ipotesi di lasciare Farage. Di fronte alle considerazioni di Casaleggio, Grillo si sarebbe piegato, finendo per sposare una soluzione che gli veniva prospettata come sicura e favorevole. E finendo per sostenerla. Così non è stato e Grillo, come da copione, si è assunto, insieme a Casaleggio, le responsabilità di quanto avvenuto.

dario tamburrano
Ma, racconta Emanuele Buzzi sempre sul Corriere, ci sono tre europarlamentari che vorrebbero lasciare il M5S dopo la vicenda:

Tre parlamentari del Movimento — tra cui Dario Tamburrano che su Facebook scrive un post durissimo — minacciano un possibile addio (con lo scoglio della penale da 250mila euro prevista dal codice di comportamento). Il triumvirato che in questi ultimi mesi ha deciso la linea, quello composto da David Borrelli, Fabio Massimo Castaldo e Laura Ferrara viene preso d’assalto. Nel mirino c’è soprattutto Borrelli (assente alla riunione), l’uomo della trattativa con Alde, il braccio destro di Davide Casaleggio (finito anche lui sulla graticola dei falchi) a Bruxelles.
I deputati chiedono che non sia più lui a dettare linea e condizioni, vogliono un ridimensionamento. Qualcuno (anche tra gli attivisti sui social) medita addirittura di chiedere le dimissioni o il recall, ossia la possibilità su richiesta della base di sostituire un deputato. Nel gioco degli equilibri interni salgono le quotazioni di Piernicola Pedicini, ma è soprattutto il plenipotenziario di Grillo in Europa, Filippo Pittarello, il capo del personale, che pare beneficiare della vicenda.

Leggi sull’argomento: Il testo dell’accordo tra ALDE e M5S