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Francesca La Marca: la deputata PD che non rispetta la quarantena

@neXt quotidiano|

francesca la marca quarantena

La deputata del Partito Democratico Francesca La Marca, eletta nella circoscrizione esteri e nata a Toronto da genitori italiani, non ha rispettato la quarantena al rientro dall’Italia da un paese extra UE perché, sostiene, un carabiniere le ha detto che i parlamentari erano esentati.

Francesca La Marca: la deputata PD che non rispetta la quarantena

A raccontare la storia del mancato rispetto della quarantena è stato ieri Il Giornale, che in un articolo a firma di Francesco Giubilei ha raccontato che la deputata ha partecipato alla riunione della Commissione Esteri datata 14 luglio:

La Marca ha partecipato alla Commissione con tanto di foto ricordo su Facebook in cui, facendo bella mostra di una mascherina, scrive: «È cambiato il mondo…». Ma certe cose, si sa, non cambiano mai ed è un attimo confondere l’immunità parlamentare con quella dal virus. È ciò che deve essere accaduto alla deputata del Pd che, dopo aver inviato alla stampa un comunicato in cui richiede al governo di «sostituire la quarantena per chi arriva dal Canada», sembra essersi dimenticata lei stessa di rispettare le regole attualmente in vigore.

Il condizionale è d’obbligo ma, secondo quanto apprende in  esclusiva il Giornale da fonti certe, l’onorevole La Marca è partita dall’aeroporto Toronto Pearson con il volo Air Canada il 12 luglio atterrando il 13 luglio a Roma Fiumicino per poi presentarsi il giorno successivo (14 luglio) in Commissione.

francesca la marca quarantena

Peccato che la legge preveda la quarantena obbligatoria di 14 giorni per chi arriva dal Canada: «Chi entra in Italia da questi Paesi è comunque soggetto all’isolamento domiciliare di 14 giorni (quarantena)». Poco importa se il deputato abbia fatto in seguito un tampone risultato negativo (circostanza tutta da accertare), invece. Ma lei, in un’intervista pubblicata successivamente sul Corriere della Sera, ha ammesso e spiegato il motivo della circostanza: “È vero, non sono stata in isolamento. Ma c’è una ragione”. “Quando arrivo a Fiumicino, il carabiniere mi dice: Essendo deputata lei è esentata dalla quarantena”. “Il sottufficiale dell’arma mi ha detto che c’era scritto da qualche parte che noi parlamentari avremmo potuto bypassare la quarantena per motivi di lavoro”. E sul tampone: “Ho fatto subito dopo un tampone e le posso dire che risulto essere negativa. Secondo: ripeterò il tampone nelle prossime ore”. “Non mi sento affatto responsabile. Potevo invece fare l’irresponsabile restando in Canada fino a settembre a far nulla. Sono tornata a Montecitorio con grande senso del dovere. Se fossi stata menefreghista avrei trascorso tutto agosto in panciolle in Canada, e poi con molta calma, sarei rientrata nella Capitale a settembre. E invece sono qui sul pezzo”. E in fondo, “anche altri colleghi sono rientrati da Paesi extraeuropei e non hanno fatto la quarantena”. Ora la domanda è: chi?

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