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Il focolaio COVID-19 di Valle Martella a Zagarolo e il collegamento con il centro estivo al Casilino

Una famiglia di quattro persone di origine romena è risultata positiva a COVID-19 e legata al cluster del Casilino. Al momento l’unica certezza è che hanno avuto contatti diretti con i due fratelli residenti in zona Casilina e per questo motivo sono stati sottoposti ai tamponi

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Il nuovo focolaio di Coronavirus SARS-COV-2 del Lazio si trova nella frazione di Valle Martella a Zagarolo, dove una famiglia di quattro persone di origine romena è risultata positiva a COVID-19 e legata al cluster del Casilino, ovvero al ristorante Club Le Palme e al centro estivo  dove il 26 giugno un’adolescente ha partecipato a una cena di classe in un ristorante che si trova in Borgata Finocchio e subito dopo ha cominciato ad avvertire sintomi compatibili con COVID-19 insieme al fratello.

Il focolaio COVID-19 di Valle Martella a Zagarolo e il collegamento con il centro estivo al Casilino

Al Bambin Gesù i tamponi hanno dato esito positivo e adesso sono in isolamento a casa. L’ASL Roma 2 ha disposto la chiusura del ristorante, come a Fiumicino, e del centro estivo, e subito dopo è scattata l’indagine epidemiologica. I titolari dell’esercizio avevano conservato una lista di contatti dei clienti mentre il presidente del VI Municipio Roberto Romanella ha detto al Messaggero che il centro estivo non ha segnalato l’inizio dell’attività. Il Messaggero spiega che a Zagarolo sono positivi anche se asintomatici il padre, la madre e una figlia di 16 anni

Al momento l’unica certezza è che hanno avuto contatti diretti con i due fratelli residenti in zona Casilina e per questo motivo sono stati sottoposti ai tamponi. Venerdì sera sono arrivati gli esiti e il conseguente isolamento. Nonostante i tamponi siano stati successivi alla scoperta della positività dei due fratelli del Casilino, sembrerebbe che tutto sia partito da Zagarolo perché i due romani  sono stati a contatto per un intero giorno con la famiglia che risiede in  provincia da qualche mese e che prima viveva nella Capitale.

Dalla mattina alla sera insieme, condividendo spazi e pranzo. E proprio i bambini più che gli adulti non hanno risparmiato i  contatti ravvicinati che come si può immaginare prevedono anche baci e abbracci. A confermare la possibile origine del focolaio è la stessa unità di crisi della Regione Lazio che ha informato che  i tamponi della cena scolastica acui ha partecipato la sorella maggiore del Casilino, sono tutti negativi: «Tutti i ragazzi – si legge nella nota – i genitori e i dipendenti del ristorante Le Palme sulla Casilina sono risultati negativi. Il possibile caso indice da cui si sono infettati i due fratelli è una famiglia residente a Zagarolo di cui erano stati ospiti. La famiglia è risultata positiva e sono stati posti in isolamento domiciliare».

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La famiglia insieme ai sanitari Asl ha ricostruito i contatti avuti negli ultimi 15 giorni. A parte l’incontro con la famiglia di Roma pare non abbiano avuto altri contatti stretti. Ciononostante sono iniziati i tamponi a tappeto anche e soprattutto nella zona dove risiedono. L’amministrazione comunale ha dato notizia che la Asl “sta effettuando i tamponi a tutti coloro che sono e potrebbero essere venuti a contatto con i sei casi citati”. Intanto domani partiranno i tamponi a tappeto ai componenti della comunità bengalese, annunciati ieri dall’assessorato, dopo diversi casi registrati negli ultimi giorni tra persone arrivate nella Capitale dal Bangladesh. Tra i positivi di oggi c’è un bimbo di 10 mesi di Ciampino, ricoverato al Bambino Gesù di Palidoro, e due dipendenti del World Food Program di rientro dalla Somalia, sintomatici, che sono stati segnalati da un medico delle Nazioni Unite. Dieci sono i positivi ‘scovati’ durante le attività di screening pre-ricovero ospedaliero. Nella Asl Roma 2 si registrano cinque casi riferiti ad un unico link familiare, già noto e in isolamento domiciliare, e il bambino di un paziente deceduto dell’IRCCS San Raffale Pisana. Nella Asl Roma 6 si è registrato un caso di ‘importazione’ di un ragazzo di nazionalità del Bangladesh di ritorno da Dacca che è stato posto in isolamento domiciliare. Il volo era uno di quelli già attenzionati e su cui si era avviato un contact tracing internazionale.

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