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Focolai nel Lazio: Rt sopra 1

Dopo i focolai del San Raffaele e della Garbatella ieri il Lazio ha fatto segnare solo 9 nuovi casi positivi. Attorno all’1 c’è anche l’Rt della Lombardia, dove però il numero di nuovi infetti sembra ormai costante: anche ieri sono stati 216, oltre venti volte quelli del Lazio

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Nel Lazio l’indice di contagio RT è sopra uno e più precisamente a quota 1,12. Lo scrive oggi il Messaggero anticipando le pagelle settimanali dell’Istituto superiore di sanità e del Ministero della Salute che valutano, Regione per Regione, sulla base di 21 indicatori (l’Rt è un odi questi), l’andamento dell’epidemia.

Focolai nel Lazio: Rt sopra 1

Secondo l’assessore alla Sanità della Regione Lazio non c’è da preoccuparsi perché il risultato viene dai due focolai, quello del San Raffaele e quello del palazzo alla Garbatella, che nel frattempo sono stati circoscritti. Solo al San Raffaele sono stati individuati 113 positivi grazie a oltre 5mila tamponi. E ieri il Lazio ha fatto segnare solo 9 nuovi casi positivi. Attorno all’1 c’è anche l’Rt della Lombardia, dove però il numero di nuovi infetti sembra ormai costante: anche ieri sono stati 216, oltre venti volte quelli del Lazio.

Sull’attendibilità e sull’utilità dell’Rt ci sono molti dubbi, basti pensare che nelle settimane scorse avevano avuto valori molto alti il Molise e l’Umbria, che pure sono due delle regioni in cui il virus sta circolando poco. Inoltre, dal Lazio rivendicano risultati di eccellenza su altri due indicatori: si effettuano i tamponi entro due giorni dall’inizio dei sintomi (il Ministero pone come limite minimo cinque), si traccia sempre il 100 per cento dei contatti di chi viene trovato positivo.

Dice l’assessore alla Sanità, Alessio D’Amato: «La verità è che nel Lazio abbiamo il migliore sistema di tracciamento d’Italia, tanto è vero che in 48-72 ore abbiamo trovato tutti i contatti legati al cluster del San Raffaele. E riusciamo a fare i tamponi in meno di due giorni, stanando gli asintomatici anche con lo strumento dei test sierologici. Il dato sull’Rt penalizza le regioni con pochi casi, ormai questo si è capito». In realtà, al di là delle pagelle e dell’Rt, anche i dati di ieri diffusi dalla protezione civile fanno scattare non un campanello d’allarme, ma qualche elemento di preoccupazione su base nazionale.

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Coronavirus: i numeri del 18 giugno (Il Messaggero, 19 giugno 2020)

Secondo la Fondazione Gimbe, su base settimanale, c’è un lieve incremento dei nuovi casi positivi:, più 0,9 per cento. In sintesi: l’emergenza non è finita. “Oggi registriamo un dato di 9 casi positivi e di questi nessun caso è riferibile ad un focolaio. Tutti i casi sono scollegati tra loro. Proseguono le attività per i test sierologici sugli operatori sanitari e le Forze dell’ordine. Sono stati 4 i decessi nelle ultime 24 ore, mentre sono stati 47 i guariti nelle ultime 24 ore raggiungendo un totale complessivo di 6.167 che sono ormai sei volte il numero degli attuali positivi”, ha detto ieri l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. “Lazio doctor Covid – aggiunge l’assessore- è stata individuata dal Ministero per l’Innovazione tecnologica e la digitalizzazione tra le 5 soluzioni migliori per la teleassistenza medica. Le proposte esaminate sono state oltre 500 e la App – Lazio Doctor Covid è l’unica interamente pubblica costruita assieme ai medici di medicina generale e sviluppata da LazioCrea”.

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