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Coronavirus: il focolaio di Guidonia collegato al San Raffaele

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Dei nove nuovi pazienti positivi al Coronavirus SARS-COV-2 e a COVID-19 nel Lazio (che attualmente arriva 1.129, mentre da inizio crisi i morti sono 814 e i guariti 6.024) c’è anche un’agente della polizia municipale di Guidonia legata al San Raffaele alla Pisana. Le task force dell’assessorato alla Sanità stanno lavorando per tracciare e testare tutti i suoi contatti più stretti, inclusi i colleghi pizzardoni.

Coronavirus: il focolaio di Guidonia

Della vicenda parla oggi Repubblica Roma, che scrive che la donna è parente di uno dei malati ricoverati nell’istituto del gruppo di Antonio Angelucci, deputato di Forza Italia, che fino a questo momento ha visto il virus toccare anche le sue cliniche a Rocca di Papa, Cassino e Montecompatri. Prima di essere sottoposta al test e al tampone e di sapere di essere positiva, potrebbe aver incontrato decine e decine di persone. “Oggi registriamo un dato di 9 casi positivi di cui uno riferibile al focolaio del San Raffaele Pisana di Roma- ha spiegato D’Amato- Il focolaio raggiunge cosi’ un totale di 112 casi positivi e 5 decessi correlati. Il caso e’ esterno alla struttura di Pisana ed e’ riferito alla Asl Roma 3. In settimana verranno nuovamente eseguiti i test a tutti i dipendenti e tutti i pazienti rimasti. Abbiamo superato la soglia dei 300 mila tamponi (302 mila) da inizio emergenza. Proseguono le attività per i test sierologici sugli operatori sanitari e le forze dell’ordine, i decessi sono stati 3 nelle ultime 24h, mentre sono stati 169 i guariti nelle ultime 24h raggiungendo un totale complessivo di 6.024 che sono oltre cinque volte il numero degli attuali positivi”.

coronavirus lazio
Coronavirus: i numeri del Lazio (Il Messaggero, 17 giugno 2020)

Intanto l’inchiesta sui positivi nelle strutture del San Raffaele va avanti guardando alle procedure seguite all’interno dell’Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico San Raffaele Pisana, mentre i positivi collegati al cluster sono arrivati a 112. Da una parte, si deve scoprire come Sars-CoV-2 sia entrato all’interno della struttura, se davvero sia stato portato da un paziente trasferito da un altro ospedale ed erroneamente risultato negativo al tampone. Ma si verifica anche se siano state rispettate tutte le procedure. Ma il San Raffaele rischia il ritiro dell’accreditamento regionale, spiega ancora Repubblica Roma:

I responsabili dell’audit, l’inchiesta che va di pari passo con quella aperta dalla procura e affidata al Nas dei carabinieri, nelle ultime ore hanno sentito gli operatori sanitari dell’Ircss. Pare che l’ordinanza della Regione che impone a medici e infermieri di non fare la spola tra i reparti (figurarsi tra diverse strutture ospedaliere) non sia stata rispettata. Poi c’è il caso dei tamponi: «Sembra che al San Raffaele — continua D’Amato — li abbiano fatti per conto proprio, senza che venissero validati dallo Spallanzani. Quando diciamo che devono essere analizzati da laboratori pubblici, non lo diciamo per caso. Basta un errore, un falso negativo, e si rischia di avere a che fare con un nuovo cluster».

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