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La flat tax in deficit e altre amenità gialloverdi

Oggi Salvini ha rilanciato la flat tax usando Visco. Il M5S l’ha sparata ancor più grossa offrendosi di farla in deficit. Tutto ciò nasconde un’altra strategia grillina. Che li farà finire ancora peggio

luigi di maio matteo salvini

La giornata politica di oggi potrebbe essere un buon anticipo di quello che ci attende nei prossimi mesi, quando Salvini e il MoVimento 5 Stelle dovranno spiegare come troveranno i soldi per evitare l’aumento dell’IVA e per la flat tax promessa nel contratto di governo.

La flat tax in deficit e altre amenità gialloverdi

Si dà il caso infatti che oggi durante la relazione di Bankitalia il governatore Ignazio Visco abbia parlato della necessità di un taglio delle tasse: “In prospettiva il paese ha bisogno di un’ampia riforma fiscale”, aggiungendo che “Rivedendo solo alcune agevolazioni o modificando la struttura di una singola imposta si proseguirebbe in un processo di stratificazione. Bisogna invece interromperlo, per disegnare una struttura stabile che dia certezze a chi produce e consuma, investe e risparmia, con un intervento volto a premiare il lavoro e favorire l’attività di impresa”.

matteo salvini flat tax

Ovviamente Matteo Salvini ha colto la palla al balzo per strumentalizzare le parole del governatore, trasformandole in un’apertura alla flat tax: “Bene la relazione della Banca d’Italia, che conferma la necessità di uno shock fiscale per far ripartire l’economia italiana. La Flat Tax è la prima riforma che governo e parlamento dovranno discutere”, ha detto, registrandosi presso il Palazzo del Viminale per segnalare che oggi è lì, visto che i giornali hanno fatto notare che ci va raramente.

Il colpo di scena del M5S

A questo punto è arrivato il colpo di scena del M5S. Che ha aperto alla flat tax ma lo ha fatto, racconta Repubblica, in un modo assai particolare:

E i 5Stelle, che fino ad oggi sembravano avere una posizione prudente sulla flat tax – sottolineando che non deve avvantaggiare i ceti più abbienti – oggi apparentemente aprono. Lo fanno attraverso anonime “autorevoli fonti parlamentari” che recapitano a tutte le agenzie lo stesso messaggio: “La proposta della Lega di finanziare in deficit la flat tax ci trova favorevoli. A maggior ragione se, come apprendiamo, Tria già condivide questa idea: ben venga il regime fiscale al 15% per i redditi fino ai 65.000 euro”. Proprio mentre il governatore aveva appena terminato di dire: “Con il deficit non si cresce”. E nel giorno in cui lo spread torna pericolosamente a innalzarsi.

Quando sono “autorevoli fonti parlamentari” di solito però si sa chi sta parlando: non parlamentari, ma l’ufficio Stampa & Propaganda che è stato approntato da Giggetto per stravincere le europee con la clamorosa strategia di sembrare di sinistra (e sappiamo tutti com’è finita). E allora ecco che la palla di finanziare in deficit arriva dagli strateghi di Di Maio, i quali evidente oltre a non capire la differenza tra fare politica e trollare sono evidentemente determinati ad approntare un’altra strategia per battere Salvini: rilanciare su quello che dice per apparire più realisti del Re. Il problema di questa strategia è che la gente che vota di solito riconosce la differenza tra l’originale e la copia, mentre questo non riporterà a casa i voti degli astenuti che hanno visto male l’alleanza con la Lega. Com’era che diceva Moretti? “Con questi dirigenti non vinceremo mai”? Ecco, neanche con questi staffisti.

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