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Feltri a Non è l’Arena e la lettura (dei giornali) che non è la principale attività del Meridione

Sul boicottaggio delle edicole: “Ma i giornali del Nord al Sud vendono pochissimo, così come vendono pochissimo quelli del Sud. Sappiamo che la lettura non è la principale attività del Meridione”

vittorio feltri

Ieri da Massimo Giletti a Non è l’Arena è andata in onda un’intervista a Vittorio Feltri in cui il direttore editoriale di Libero cerca di giustificare la frase sui meridionali inferiori sostenendo che intendesse parlare delle condizioni economiche del Meridione. Feltri dice che “Il Sud ha dei margini di arretratezza che sono riconosciuti anche da chi ci vive. Ci sono anche delle eccellenze, specialmente a Napoli, nel ramo medico. Ma la sanità deve coprire il territorio intero, cosa che non avviene lì”, spiega. Poi commenta le denunce per hate speech che hanno già portato l’AGCOM ad aprire una procedura nei confronti di Fuori dal coro.

Feltri commenta anche la decisione delle edicole del Meridione di boicottare Libero: “Ma i giornali del Nord al Sud vendono pochissimo, così come vendono pochissimo quelli del Sud. Sappiamo che la lettura non è la principale attività del Meridione”. Sulle scuse: “Ma io non ho detto nulla di strano. In Campania il reddito pro capite è di 19mila euro l’anno, in Lombardia di 37mila. Fotografare la realtà non è un reato.

“Molta gente è nutrita da un sentimento di invidia e di rabbia nei nostri confronti perché subisce dei complessi di inferiorità. Io non credo ai complessi di inferiorità. Credo che i meridionali in molti casi siano inferiori”, ha detto testualmente Feltri a Fuori dal Coro. Come si capisce dal contesto e dalla risposta successiva (“E chi se ne frega se si arrabbiano, con me si arrabbiano tutti i giorni, mi insultano, mi augurano di morire…”) Feltri non sta parlando delle condizioni economiche. Semmai cita la psicologia, ma non parla di nulla che riguardi l’economia. Peccato che a Non è l’Arena non gliel’abbiano fatto notare.

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