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DPCM Fase 2: le mascherine a 0,50 euro senza IVA (saranno obbligatorie sui mezzi pubblici)

Sulle mascherine, ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa, sarà azzerata l’Iva e sarà fissato un prezzo calmierato a 50 centesimi. Ma saranno obbligatorie sui mezzi pubblici, per le consegne, nelle visite ai parenti e nei luoghi pubblici al chiuso

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La fase 2 che partirà con lo slogan “Se ami l’Italia, mantieni le distanze” avrà però le mascherine a 50 centesimi senza IVA. Sulle mascherine, ha annunciato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte nella conferenza stampa, sarà azzerata l’Iva e sarà fissato un prezzo calmierato a 50 centesimi. Quello che il premier non ha detto è che le mascherine saranno obbligatorie sui mezzi pubblici.

DPCM Fase 2: le mascherine a 0,50 euro senza IVA (saranno obbligatorie sui mezzi pubblici)

Nel DPCM che inaugura la Fase 2 le mascherine saranno infatti obbligatorie su tutti i mezzi pubblici. E’ quanto previsto nelle linee guida messe a punto dalla ministra dei trasporti Paola De Micheli e che verranno allegate al dpcm sulle riaperture. Le mascherine andranno indossate in modo da coprire naso e bocca e potranno essere anche di stoffa. Ma non c’è solo questa regola: “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus COVID-19 sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure: ‘sono consentiti solo gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute e si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti purché venga rispettato il divieto di assembramento e il distanziamento e vengano utilizzate le mascherine; in ogni caso, è fatto divieto a tutte le persone fisiche di trasferirsi o spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, in una regione diversa rispetto a quella in cui attualmente si trovano, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute; e’ in ogni caso consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”, è scritto nella bozza.

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Anche le visite ai parenti, unica concessione di umanità a partire dal 4 maggio, si potranno fare soltanto con le mascherine. E le misure per gli esercizi commerciali prevedono ancora un obbligo che riguarda i dispositivi di protezione individuale:

1. Mantenimento in tutte le attività e le loro fasi del distanziamento interpersonale.
2. Garanzia di pulizia e igiene ambientale con frequenza almeno due volte giorno ed in funzione dell’orario di apertura.
3. Garanzia di adeguata aereazione naturale e ricambio d’aria.
4. Ampia disponibilità e accessibilità a sistemi per la disinfezione delle mani. In particolare, detti sistemi devono essere disponibili accanto a tastiere, schermi touch e sistemi di pagamento.
5. Utilizzo di mascherine nei luoghi o ambienti chiusi e comunque in tutte le possibili fasi lavorative laddove non sia possibile garantire il distanziamento interpersonale.
6. Uso dei guanti “usa e getta” nelle attività di acquisto, particolarmente per l’acquisto di alimenti e bevande.
7. Accessi regolamentati e scaglionati secondo le seguenti modalità:
a) attraverso ampliamenti delle fasce orarie;
b) per locali fino a quaranta metri quadrati può accedere una persona alla volta, oltre a un massimo di due operatori;
c) per locali di dimensioni superiori a quelle di cui alla lettera b), l’accesso è regolamentato in funzione degli spazi disponibili, differenziando, ove possibile, i percorsi di entrata e di uscita.
8. Informazione per garantire il distanziamento dei clienti in attesa di entrata.

Le mascherine obbligatorie per tutti a 50 centesimi

Dall’obbligo si salvano i bambini: “Non sono soggetti all’obbligo i bambini al di sotto dei sei anni, nonché i soggetti con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina”. Invece nei luoghi pubblici ma chiusi saranno obbligatorie: “Ai fini del contenimento della diffusione del virus COVID-19, è fatto obbligo sull’intero territorio nazionale di usare protezioni delle vie respiratorie nei luoghi confinati aperti al pubblico inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza”.

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In compenso il decreto liberalizza l’utilizzo di certi tipi di mascherine: “Possono essere utilizzate mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche auto-prodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Nel giorni scorsi la Commissione Europea aveva invitato gli Stati membri a revocare i dazi doganali e l’IVA sulle mascherine:

On 20 March, the European Commission invited all Member States, as well as the UK, to formally request lifting customs duties and VAT on imports of necessary medical equipment during the crisis. All Member States and the UK have done so. The Commission has swiftly approved requests received from all Member States and the UK. The need to fight COVID-19 and protect the health of Europeans justifies swift action.

L’obbligo di mascherine ci sarà anche per le consegne: “Le consegne di pacchi, documenti e altre tipologie di merci espresse possono avvenire, previa nota informativa alla clientela da effettuarsi, anche via web, senza contatto con i riceventi”. E’ previsto negli allegati del dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte per avviare la fase 2. ”Nel caso di consegne a domicilio, anche effettuate da Riders, le merci possono essere consegnate senza contatto con il destinatario e senza la firma di avvenuta consegna. Ove ciò non sia possibile, sarà necessario l’utilizzo di mascherine e guanti”. Mentre L’ ingresso in azienda di lavoratori già risultati positivi all’infezione da COVID 19 dovrà essere preceduto da una preventiva comunicazione avente ad oggetto la certificazione medica da cui risulti la ”avvenuta negativizzazione” del tampone secondo le modalità previste e rilasciata dal dipartimento di prevenzione territoriale di competenza”. Il personale, prima dell’accesso al luogo di lavoro potrà essere sottoposto al controllo della temperatura corporea . Se tale temperatura risulterà superiore ai 37,5°, non sarà consentito l’accesso ai luoghi di lavoro. Le persone in tale condizione – nel rispetto delle indicazioni riportate in nota – saranno momentaneamente isolate e fornite di mascherine non dovranno recarsi al Pronto Soccorso e/o nelle infermerie di sede, ma dovranno contattare nel più breve tempo possibile il proprio medico curante e seguire le sue indicazioni”. ”Il datore di lavoro informa preventivamente il personale, e chi intende fare ingresso in azienda, della preclusione dell’accesso a chi, negli ultimi 14 giorni, abbia avuto contatti con soggetti risultati positivi al COVID-19 o provenga da zone a rischio secondo le indicazioni dell’OMS2 Qualora, per prevenire l’attivazione di focolai epidemici, nelle aree maggiormente colpite dal virus, l’autorità sanitaria competente disponga misure aggiuntive specifiche, come ad esempio, l’esecuzione del tampone per i lavoratori, il datore di lavoro fornirà la massima collaborazione”.

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